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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


16/09 NUOVO STATUTO APAS

Nella sezione "I Progetti", della sotto cartella "Informazione" del nostro sito, è stato pubblicata la bozza del nuovo statuto APAS che dovrà essere approvato durante l'assemblea di sabato 19 settembre 2020. Invitiamo gli associati a prenderne visione.
10/09 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di SETTEMBRE 2020

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

02 settembre Kg 28,30 -0,20
05 settembre Kg 27,70 -0,60
08 settembre Kg 27,40 -0,30
10 settembre Kg 27,30 -0,10
12 settembre Kg 27,20 -0,10
15 settembre Kg 28,40 +1,20 candito
17 settembre Kg 28,30 -0,10
21 settembre Kg 28,30 -0,00
07/09 Nota tecnica

Il "pericolo Varroa" è stato giudicato quest'anno più pressante rispetto ai recenti anni passati. Non in tutte le zone è così, ma comunque è bene che tutti riservino a questa problematica la massima attenzione. I trattamenti estivi di luglio possono essere risultati poco efficaci oppure la re-infestazione può essere stata già da ora rilevante. Vediamo insieme…
Cosa osservare
Durante la visita agli alveari notare l'eventuale presenza di Varroe sul dorso delle api.
Tale riscontro è sintomo di un'infestazione alta.
Popolazione
Un calo eccessivo della popolazione di un alveare può essere il sintomo di una forte infestazione.
Api deformi
La presenza di api deformi viene ascritta ad una specifica virosi ma è strettamente correlata alla presenza e quantità di Varroa presente nell'alveare per cui se individuate api deformi quasi sicuramente c'è una presenza abbastanza consistente di Varroa.
Controllare la disposizione della covata opercolata.
La presenza di covata non compatta è un campanello di allarme che deve invitare alla massima attenzione soprattutto se in presenza di regine giovani
Osservare le celle opercolate più isolate.
Le patologie si individuano più rapidamente nelle celle dove lo sviluppo dell'ape è disetaneo rispetto a quelle circostante. Nel caso di infestazione di Varroa si notano frequentemente api nascenti morte nel tentativo di uscire dalla propria celletta. Fuoriesce la testa e la lingua è estroflessa. In caso di forte attacco molte celle di covata sono colpite e gli opercoli sono bucati. Dentro queste celle si trovano pupe bianche morte con occhi già colorati (ovvero di 15-17 giorni).
Controllo dei cassettini.
Quest'anno è opportuno che anche chi non usa i cassettini antivarroa ricorra al suo utilizzo per verificare la caduta naturale. Questa è determinata non solo dalla carica di presenza del parassita in assoluto ma anche dalla capacità della famiglia di "spulciarsi". Una relativa elevata caduta di Varroa è comunque un importante indizio di conoscenza in mano all'apicoltore
Risultati di test.
Se dalle osservazioni effettuate si sospetta la presenza di un alta carica di Varroa è opportuno effettuare su alcuni alveari (almeno il 10-20%) un test di verifica. Quello con lo zucchero a velo è possibile effettuarlo anche su tutti gli alveari della postazione ma è piuttosto impreciso, però rileva quali sono le famiglie con le cariche maggiori. Più interessante, per ottenere dati assoluti e non relativi, è il trattamento di un campione di alveari con Apibioxal (preferibilmente sublimato). Il potere abbattente del prodotto ci da, nel conteggio delle 48 ore, un indicazione sufficientemente precisa di quante Varroe in stato foretico erano presenti nell'alveare.
05/09 Nota tecnica

Osservazioni
Il periodo produttivo in Valtellina, e in genere nelle aree di montagna, è molto breve: dopo il 10 di luglio, alle quote più basse può dirsi concluso. Inizia poi il periodo più complesso per gli apicoltori: si è impegnati nella raccolta e nella smielatura, nei trattamenti tampone contro la varroa e spesso anche nella "rimonta" producendo nuclei dalle famiglie più forti. L'estate però è scarsa di fioriture e fonti nettarifere, spesso queste non sono sufficienti per sostenere la vita e attività degli alveari. Le famiglie sono costrette quindi ad attingere alle scorte e a tenere relativamente a freno la produzione di covata. Quest'anno la perdita di peso degli alveari monitorati, registrata in agosto, è stata rilevante. Osservata anche una forte predisposizione al saccheggio.
Cosa fare
Controllare le scorte delle famiglie. I favi laterali se privi di miele devono essere rimossi dall'alveare. Se sono in buono stato riporli in magazzino segnando con un pennarello il n. dell'alveare da cui sono stati prelevati. Se presentano tracce di miele provvedere a disopercolarlo e lasciare che le api lo rimuovono portandolo nelle corone più centrali ("favo posto ad asciugare"); tale operazione è da effettuare alla sera per evitare saccheggi. Per integrare le scorte e sostenere le covate per la popolazione invernale è opportuno nutrire con sciroppo. Evitare l'aggiunta di miele allo sciroppo che porterebbe eccitazione nell'apiario ed indurre ai saccheggi. Se questi si sono già verificati nell'ultimo periodo evitare nutrizioni liquide e sostenere gli alveari più in difficoltà esclusivamente con candito.
31/08 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di AGOSTO 2020

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

01 agosto Kg 28,10 -0,10 Apibioxal
04 agosto Kg 27,90 -0,20
06 agosto Kg 27,70 -0,20
09 agosto Kg 27,40 -0,30
11 agosto Kg 27,30 -0,10
15 agosto Kg 27,10 -0,20
16 agosto Kg 28,10 +1,00 candito
18 agosto Kg 28,10 +0,00
20 agosto Kg 28,00 -0,10
23 agosto Kg 27,70 -0,30
25 agosto Kg 27,40 -0,30
29 agosto Kg 27,00 -0,40
31 agosto Kg 28,50 +1,50 candito
02 settembre Kg 28,30 -0,20
27/08 ASSEMBLEA SOCI APAS 2020

Buongiorno, si comunica che SABATO 19 SETTEMBRE si terrà l'ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI APAS. L'assemblea si terrà in seconda convocazione alle ore 9.30 presso la sede del Sondrio Rugby in Piazzale Fojanini. Speriamo in una vostra numerosa partecipazione, anche perchè si rinnoverà lo statuto societario. Ricordatevi la mascherina. Grazie
16/08 Ci ha lasciato Alberto Nani

Ci ha lasciato Alberto Nani. Per molti anni è stato consigliere dell'APAS ed attualmente lo era della API SONDRIO Società Cooperativa. Alberto, con il figlio Mauro, gestivano l'azienda "Terre aromatiche" una realtà imprenditoriale molto interessante che univa l'apicoltura alla coltivazione di piccoli frutti e all'ospitalità turistica: tutto all'insegna del "Bio" per avere standard qualitativi di rilievo riconosciuti da un Ente esterno. Stefano Nani continuerà ora l'opera di Alberto e di Mauro con la stessa simpatia, intelligenza e determinazione che è di casa nella famiglia Nani. Il presidente dell'APAS, Silvia De Palo, della Cooperativa Cristian Moretti con Giampaolo Palmieri e i rispetti organi direttivi esprimono profondo cordoglio alla famiglia di Alberto.
11/08 Nota tecnica

In questo momento due sono le emergenze che gli apicoltori devono affrontare, problematiche che si acuiscono soprattutto dove c'è una forte concentrazione di apiari.
la Varroa La popolazione di questo parassita quest'anno si sta presentando con un livello di infestazione molto alto. Dove c'è il sospetto di una forte re-infestazione a settembre -ottobre per apiari vicini non correttamente trattati si dovrà valutare un intervento supplettivo.
Alimentazione in alcune zone la perdita di peso delle famiglie per consumi non compensati da raccolto è così elevato da rendere opportuno delle nutrizioni di soccorso ai nuclei o agli alveari che si presentano con poche scorte. E' bene operare di sera per evitare saccheggi. NON USARE MIELE!!!
07/08 Nota tecnica

Come già precedente riportato nelle Note Tecniche si ricorda che dalla prove effettuate dai tecnici APAS e ancor più dai dati e segnalazioni raccolte dagli apicoltori associati, reputiamo che quest'anno la carica di infestazione di Varroa sia piuttosto elevata, soprattutto nelle zone a più alta concentrazione di alveari. Chiediamo quindi a tutti gli apicoltori di non tardare con i trattamenti estivi e di prestare la massima attenzione ai propri alveari. La collaborazione da parte di tutti è fondamentale per una efficace "sanificazione" e contenimento del parassita. Vi invitiamo a tenerci aggiornati sulla situazione nei vostri apiari!
04/08 Nota tecnica

Come detto nella precedente nota è presto per tracciare un bilancio sulla raccolta estiva però alcune considerazioni possono essere avanzate. Oggi proponiamo quelle relative al…
Il miele millefiori di Alta Montagna e monoflorale di Rododendro
Viene definito come miele Millefiori di Alta Montagna quello prodotto nella fascia altitudinale superiore ai 1.000 metri di quota. E' un miele generalmente molto chiaro, che cristallizza rapidamente e che si presenta profumi e sapori molto delicati. Quest'anno la quantità prodotta è stata soddisfacente solo in alcune zone. Si sono verificate situazioni meteorologiche avverse in giugno che hanno messo a dura prova le famiglie portate nelle postazioni montane per queste raccolte. La pioggia e il ritorno di freddo in alta montagna hanno in alcuni casi messo addirittura a rischio la sopravvivenza stessa delle famiglie e in molti più casi ne hanno ridotto per lungo tempo la capacità operativa. Anche il miele monoflorale di Rododendro ha avuto una produzione a macchia di leopardo. Le postazioni per realizzare tali raccolte sono poste in genere alle quote più elevate e quindi subiscono in misura maggiore le situazioni climatiche avverse. La nota positiva che questa fioritura è durata piuttosto a lungo e ciò a favorito le famiglie più pronte. Entrambe le produzioni sono state caratterizzate sul piano qualitativo da una raccolta, che in molti casi si è limitata a pochi favi di miele scuro e dal sapore deciso. Una raccolta che per quanto limitata ha influenzato e in qualche modo compromesso la delicatezza di diversi lotti che risentono di questo apporto. Un miele che ricorda i sapori decisi delle caramelle svizzere "Ricola" alle erbe alpine.
01/08 Nota tecnica

E' presto per tracciare un bilancio sulla raccolta estiva però alcune considerazioni possono essere avanzate. Oggi proponiamo quelle relative al…
Il miele millefiori di Montagna
Il miele millefiori prodotto nella fascia che va dal fondovalle ai 1000 m. di altitudine presenta in genere, quest'anno, una buona e consistente presenza di castagno. Un miele quindi piuttosto saporito e dal gusto deciso. Dopo parecchi anni che il Castagno aveva una posizione ridimensionata nella composizione dei mieli della Valtellina a causa del Cinipide (un parassita che defogliava la pianta ma soprattutto colpiva le parti fiorali) si consolida il ritorno ad una situazione di normalità grazie all'introduzione che è stata fatta sul nostro territorio del suo antagonista naturale: il Torymus sinensis. Le produzioni, da un punto di vista di quantitativo sembrano piuttosto soddisfacenti. Sfortunatamente molti lotti presentano un umidità eccessiva pur con un'alta percentuale di celle opercolate. I tecnici APAS hanno provveduto ad effettuare le analisi dei campioni portati dai soci: in alcuni casi l'apicoltore poi ha provveduto direttamente con la deumidificazione in camera calda, per i lotti già smielati e per quelli del gestiti dal laboratorio, la cooperativa Api Sondrio ha, come ogni anno, attivato un apposito servizio al riguardo. Un altro problema riscontrato è la presenza consistente in molti lotti della cosiddetta "Manna". E' miele cristallizzato nei favi e che non si riesce ad estrarre per centrifugazione dai favi. Gli apicoltori che non hanno particolari accortezze possono arrivare a danneggiare i favi, ma spesso lo squilibrio dei pesi che si genera nel cestello già obbliga a velocità ridotte e ad allungare i tempi di lavorazione. Quanto raccolto dalla centrifuga poi passa con difficolta attraverso i filtri e rende quindi ancor più lunghi e complessi i tempi della smielatura. Ma cos'è il miele di Manna? Secondo gli esperti è il prodotto di una raccolta, in genere di melata, molto rapida e veloce tanto che l'alveare, preso dalla frenesia di sfruttare tale fonte produttiva, non dedica sufficiente tempo alla sua elaborazione e quindi le catene di zuccheri non hanno una sufficiente azione di invertasi. La cristallizzazione, nel giro di poco tempo risulta così compatta, da essere definita addirittura "miele - cemento" ed è un prodotto che neppure le api riescono più ad utilizzare. Non è infrequente casi di alveari morti di fame in inverno che presentano favi gonfi apparentemente di miele ma in realtà di questa Manna: invano le api hanno tentato di sbocconcellare. L'amico Gianluigi Ioli mi confermava indirettamente la spiegazione sopra espressa. La velocità con cui si riempivano i melari nel suo apiario l'avevano messo già sull'avviso che poteva essere miele di Manna. Tale raccolta è coincisa con la fioritura del Tiglio selvatico…
31/07 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di LUGLIO 2020

Rilevazioni di Marco Moretti (Chiuro - loc. Fracia)

01 luglio Kg 74,40 +2,50
02 luglio Kg 75,60 +1,20
03 luglio Kg 75,00 -0,60
04 luglio Kg 75,50 +0,50
05 luglio Kg 76,40 +0,90
06 luglio Kg 77,40 +1,00
07 luglio Kg 77,00 -0,40
08 luglio Kg 71,80 -5,20 blocco di covata
09 luglio Kg 72,20 +0,40
10 luglio Kg 72,40 +0,20
11 luglio Kg 72,20 -0,20
12 luglio Kg 71,60 -0,60
13 luglio Kg 71,30 -0,30
14 luglio Kg 71,10 -0,20
16 luglio Kg 29,70 -41,40 prelevati 2 melari
17 luglio Kg 29,60 -0,10
18 luglio Kg 29,30 -0,30
20 luglio Kg 28,90 -0,40
21 luglio Kg 28,90 -0,00
22 luglio Kg 28,50 -0,40
24 luglio Kg 28,50 -0,00
26 luglio Kg 28,10 -0,40
27 luglio Kg 27,90 -0,20
28 luglio Kg 28,80 +0,90 candito
29 luglio Kg 28,50 -0,30
31 luglio Kg 28,20 -0,30
30/07 Nota tecnica

Le api degli apiari posti a fondovalle non riescono a compensare i consumi della famiglia con la raccolta del nettare. Le importanti fioriture sono finite, molte api stazionano oziose vicino alle porticine degli alveari, molte bottinatrici in alternativa ai nettari dei fiori si dedicano alla ricerca di fonti zuccherine alternative quali ad esempio ricavate da frutta troppo matura e caduta al suolo. Ma tutto ciò è un timido palliativo. In questo momento dell'anno, in queste zone, si assiste ad un forte squilibrio fra forza e consistenza delle famiglia e disponibilità alimentare offerte dall'ambiente. La conseguenza è una riduzione più o meno accentuata della popolazione delle famiglie e delle covate. In questa fase in cui gli alveari sono costretti a ridimensionarsi si acuisce anche l'istinto al saccheggio e la competizione fra le famiglie. E' quindi estremamente importante usare le massime cautele se si interviene nell'alimentazione dei nuclei. In questo momento anche usando solo sciroppi di zucchero ed evitando l'uso di miele è facile innescare saccheggi. Anche le visite agli alveari devono essere veloci, evitare soprattutto di indugiare troppo a lungo di tenere aperto un alveare debole e ancor più di lasciar cadere gocce di miele dai favi, magari rimuovendo costruzioni extra-favo. Le operazioni di alimentazione di soccorso dei nuclei è bene effettuarle all'imbrunire, quando ormai è ridotto il volo delle api e comunque i saccheggi hanno a disposizione poche ore di luce.
25/07 Nota tecnica

Dalla prove effettuate e ancor più dalla rete di allerta e segnalazione predisposta dai tecnici APAS reputiamo che quest'anno il problema Varroa si dimostrerà piuttosto pesante. Durante la visita agli alveari è facile osservare qualche ape con Varroa sul dorso: è un importante indice di un elevata carica. E' quindi necessario che gli apicoltori attuino con scrupolo i protocolli di intervento per il tampone estivo. Purtroppo non basta!!! Le maggiori preoccupazioni riguardano il periodo da metà di agosto a tutto settembre quando la pressione della re-infestazione sarà forte. Da metà settembre a tutto ottobre alla re-infestazione si aggiungono le prime generazioni delle Varroe che hanno ri-colonizzato gli alveari dopo i trattamenti estivi. Sarà il periodo della perdita degli alveari se non verranno eseguite con scrupolo in tutti gli apiari i trattamenti estivi. Probabilmente sarà opportuno intervenire nuovamente in periodo pre-invernale per alleggerire la popolazione di parassiti che grava su gli alveari.
 
nereal.com . 05|20