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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


10/02 Un nuovo servizio a disposizione dei soci

Per noi è fondamentale fornire ai nostri soci l'occasione di disporre della possibilità di avere il pieno controllare dei processi produttivi che presentano potenziali rischi. A tale fine, ad esempio, abbiamo realizzato un laboratorio dove ogni apicoltore può sterilizzare e lavorare la propria cera, indipendentemente dalla quantità.
A questo servizio se ne aggiunge ora un altro: la possibilità di realizzare in proprio il candito ed in particolare il candito proteico. Le nuove tecniche apistiche hanno messo sempre più in rilievo l'importanza delle nutrizioni ed in particolare di quelle proteiche in determinate fasi di sviluppo degli alveari. Da tempo è noto che, soprattutto nell'arco alpino, la ripresa all'uscita dell'inverno - inizio primavera è un momento particolarmente delicato per le famiglie e che il fattore limitante è quasi sempre la disponibilità di polline. Il polline infatti viene raccolto e trasportato con maggiore difficoltà dalle api perché deve essere organizzato dalle bottinatrici in masserelle e stipato nelle cestelle: un carico ingombrante che riduce la capacità di volo delle api. Le "bottinatrici" che raccolgono a fine inverno sono api vecchie e, pur essendo relativamente in poche, si devono accollare l'approvvigionamento dell'alimentazione necessaria per far ripartire bene l'attività della famiglia. In questo periodo poi sono frequenti giorni di pioggia, con gocce che dilavano gli stami e inoltre l'acqua piovana, pressoché priva di sali, rompe per pressione osmotica il polline maturo rendendolo inservibile. Giorni di pioggia che obbligano all'inattività o quasi e quindi ad intaccare vertiginosamente le scorte.
E in questo quadro le nutrizioni proteiche fanno la differenza. Esistono molte proposte di surrogati di polline, ma non sono mai pienamente soddisfacenti. Molto interessanti se abbinati alle somministrazioni di candito e diverse realtà industriali hanno raccolto la sfida ed hanno iniziato a studiare il problema per poter proporre dei propri prodotti. Noi stiamo però raccogliendo alcune formule già consolidate nella cultura apistica e le vogliamo sottoporre a dei test scientifici che saranno oggetto di una tesi da parte di una brillante laureanda in Scienze Agrarie. Nel contempo mettiamo a disposizione dei soci una macchina impastatrice in modo che ogni apicoltore che vuole provare a realizzare un proprio candito ha a disposizione il materiale e l'attrezzatura adeguata (tra cui appositi contenitori per fornirlo agli alveari). L'impastatrice può lavorare 30 Kg. di candito per volta. Il processo di lavorazione e di trasformazione da zucchero a velo a candito dura circa 30 minuti. La Api Sondrio Società Cooperativa che gestisce il servizio ha fissato il contributo spese dei soci per l'elettricità, ammortamento, ecc. in Euro 0,30 per ogni Kg di candito lavorato. L'Api Sondrio su richiesta dell'interessato può rilasciare un'attestazione relativa al candito prodotto certificando le materie prime utilizzate. Un'attestazione che potrà essere poi inserita nella documentazione nel Manuale delle Buone Pratiche
09/02 Servizio di Teleunica - Sondrio sull'apicoltura

La redazione di Sondrio di Teleunica ha dedicato un servizio all'Apicoltura. Il giornalista Andrea Scala ha intervistato il Tecnico dell'APAS dott.ssa Silvia De Palo e il Presidente Giampaolo Palmieri.
Il servizio giornalistico è visibile al seguente indirizzo
http://www.teleunica.tv/content/show/ContentId/21202/CatId/2/page/1?dottv2backendhttpteleunicatv=bf49392a884f715a83876279b1689253
Copiare la stringa in blu e incollarla nello spazio riservato all'indirizzo del vostro browser.
08/02 Piano di sorveglianza Aethina tumida

Il Ministero della Salute, ha comunicato le disposizioni relative all'attuazione del "Piano di sorveglianza per la ricerca di Aethina tumida sul territorio nazionale - Anno 2016". Verrà inoltre intensificata l'attività di controllo della movimentazione di alveari e del materiale apistico, per evitare la diffusione dell'infestazione così come indicato dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) dello scorso dicembre 2015.

Nella sezione "I Progetti" e quindi nella cartella "Informazioni" è presente e scaricabile il documento "Le linee guida per l'attuazione di un piano di sorveglianza omogeneo, per la ricerca di Aethina tumida in tutte le regioni e province autonome del territorio nazionale".
07/02 Nota tecnica

Le perdite di peso registrate nell'alveare campione seguito da Marco Moretti nel mese di dicembre 2015 sono state di Kg 1,1 e nel mese di gennaio 2016 Kg. 1,0, possiamo raffrontare questi dati a quelli relativi all'inverno precedente: la perdita di peso nel dicembre 2014 è stata di kg. 0,5 e nel gennaio 2015 di kg. 1,3. Anche solo da questi confronti risulta evidente che nel dicembre 2015 gli alveari sono stati più attivi rispetto all'anno precedente e nel gennaio 2016, a fronte di un probabile analogo consumo c'è stata una minima integrazione derivata da una attività di raccolto.
La benefica pioggia odierna e quelle previste, l'innalzamento delle temperature e le giornate che si allungano porteranno probabilmente ad un rapido e generalizzato risveglio della natura e quindi indurranno, anche negli alveari che per ora ne sono privi, alla deposizione di nuove covate. Le api presenti negli alveari sono però vecchie e molte di esse sono usurate per lo "straordinario" effettuato in questo anomalo inverno nonché per i trattamenti anti varroa. In molte zone l'importazione del polline del nocciolo è già sostenuta e quindi è già attivo l'allevamento della covata. Questa si presenta, per ora, ancora in rose piuttosto piccole ma tale allevamento richiede alla famiglia un grosso sforzo perché le api, nella zona di covata, si devono mantenere delle temperature piuttosto elevate e costanti e quindi il consumo si farà sempre più consistente. Complessivamente gli alveari sono stati, invernati con buone scorte però è importante delle scorte. Approfittate di una bella giornata per controllare le scorte ma soprattutto non fate mancare il candito in questo periodo. Se le condizioni meteo si presenteranno instabili sarà opportuno prevedere anche delle integrazioni proteiche .
05/02 Nota tecnica

Varroa
Faccio riferimento a due segnalazioni ricevute al riguardo. L'amico Marco Bianchi (Cagno in prov. di Como) ha effettuato dei test di verifica su diversi alveari per constatare il grado di infestazione da Varroa. Negli alveari ancora privi di covata o comunque con covata opercolata le cadute si sono aggirate sui 10 individui. Dove invece era già presente covata opercolata non si sono registrate cadute e da ciò si evince che già sul "primo giro di covata" le Varroe si infilano nelle celle dove le larve si trasformano in pupe.
L'amico Nicola Cincera ha effettuato (Alto Lago) ha effettuato anche lui dei test: la caduta media è stata di 25 individui ad alveare. La caduta maggiore è stata di circa 90 Varroe !!!
04/02 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di FEBBRAIO 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

03 febbraio Kg 28,20 -0,10
10 febbraio Kg 28,00 -0,20
01/02 Nota tecnica

Le temperature sono cresciute e ieri, nonostante alcune velature che a tratti rendevano meno brillante il sole , la giornata si è presentata calda e il movimento davanti alle porticine degli alveari è divenuto frenetico. Molte erano le api che portavano polline e un vicino nocciolo in fiore risuonava di ronzii come uno sciame. Degli alveari visitati ieri solo uno aveva covata opercolata, gli altri presentavano una piccola rosa di uova e di larve. L'impressione è che l'ondata di gelo abbia fermato le deposizioni e, in alcuni casi, l'azione combinata di Varroa e di freddo abbia portato alla morte la covata matura. Ho infatti trovato alcune celle con pupe formate e api nell'atto di uscire dalle celle, morte: chiari segnali di Varroa. Il colpo di gelo di gennaio è stato quindi provvidenziale perché ha probabilmente ucciso, con le pupe, anche le Varroe presenti nella covata matura e riportato in fase foretica le sopravvissute. Questo quanto osservato nella zona di Sondrio. Le condizioni climatiche invernali anomale hanno però reso molto differenti le situazioni da zona a zona. Abbiamo già consigliato come Assistenza Tecnica dell'Associazione Produttori Apistici provincia di Sondrio di inserire negli alveari l'APIVAR quando si suppone che questi non siano andati in blocco di covata nel mese di dicembre o negli alveari che avevano ancora covata al momento del trattamento con APIBIOXAL a novembre. Cristian Moretti, come si nota nella foto pubblicata nel sito, ha rilevato una caduta media di 50 Varroe ad alveare!!!
31/01 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di GENNAIO 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

03 gennaio Kg 28,50 -0,10
08 gennaio Kg 28,50 -0,00
12 gennaio Kg 28,30 -0,20
16 gennaio Kg 28,10 -0,20
20 gennaio Kg 28,00 -0,10
23 gennaio Kg 27,90 -0,10
26 gennaio Kg 28,60 +0,70 candito
30 gennaio Kg 28,30 -0,30
29/01 Interessante ricerca curata da Laura Bortolotti del CRA-API di Bologna

Il CRA-API di Bologna sta raccogliendo informazioni sul servizio di impollinazione. L'indagine riveste un aspetto particolarmente interessante dei rapporti fra frutticoltura ed apicoltura e una ricerca nazionale ed internazionale può contribuire a evidenziare le problematiche comuni e ad elaborare e proporre soluzioni o normative che possono migliorare l'attuale situazione. Lo studio viene curato da Laura Bortolotti, ricercatrice che sarà prossimamente a Sondrio per uno degli appuntamenti dei seminari di aggiornamento tecnico e professionale.
Tutti gli amici apicoltori che partecipano al servizio di impollinazione sono invitati a rispondere al questionario al link
https://readingagriculture.eu.qualtrics.com/SE/?SID=SV_9nT5u6hElMpht6R
28/01 Zanzare tigre: un pericolo per l'apicoltura?

La diffusione della zanzara tigre (Aedes albopictus) in Italia è stata è stata piuttosto rapida. Questo insetto è piuttosto aggressivo e, contrariamente alla zanzare comuni, punge anche durante il giorno e si riproduce anche in zone dove le specie indigene non riuscivano a colonizzare per la scarsità d'acqua. Questo fastidioso insetto è stato inserito nell'elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo perché può trasmettere diversi patogeni e virus: della febbre del Nilo alla febbre gialla oltre che l'encefalite di St. Louis e del dengue, l'agente patogeno della dirofilariasi e chikungunya. Recentemente è stato pubblicato un articolo che imputa a questo insetto la diffusione del virus Zika. .Quali pericoli per l'apicoltura? Sempre più spesso le amministrazioni pubbliche ma soprattutto i privati intervengono diffondendo insetticidi nell'ambiente per ridurre, almeno momentaneamente, la presenza di questo insetto molesto. Interventi che si intensificheranno sempre più con la diffusione di malattie di cui è vettore. Questi tipi di interventi purtroppo non seguiranno nessun "calendario" o metodologia più o meno razionale come grosso modo avviene ora nell'utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura. Già lo scorso anno l'amico Gaudenzio Casiraghi segnalava degli spopolamenti di alveari ubicati nel piacentino in una zona lontana da contesti agricoli ma vicino a ville di cui sospettava un utilizzo indiscriminato di prodotti insetticidi contro mosche e zanzare.
27/01 Nota tecnica dell'APACL

Riceviamo dagli amici dell'Associazione Produttori Apistici di Como e Lecco la nota tecnica predisposta da Marco Bianchi per gli associati e da cui si evince una notevole convergenza con le nostre osservazioni e valutazioni

Cari associati buon Anno 2016
Il nostro periodo di riposo o meglio di non attività in apiario volge al termine, vediamo allora di fare il punto della situazione.
Ci eravamo lasciati a novembre con la famiglie ricche di scorte e che si apprestavano al blocco naturale di covata e quindi nelle condizioni ottimali per il trattamento anti Varroa con ossalico sgocciolato ,cosa che è puntualmente avvenuta chi ha trattato nella terza decade di novembre penso abbia centrato l'obbiettivo fanno eccezione alcune famiglie dove è avvenuto un cambio tardivo di regina (settembre)
La stagione invernale ha avuto un inizio molto mite ciò ha favorito una ripresa precoce delle covate e un consumo straordinario di scorte al quale si è cercato di porre rimedio con continue somministrazioni di candito, che a questo punto non vanno assolutamente interrotte, queste temperature elevate in qualche caso possono aver favorito anche fenomeni di re-infestazione da Varroa.
Ho avuto modo di visitare alcune famiglie poco prima di Natale e nella quasi totalità vi era covata opercolata da qui la decisione di non effettuare almeno per ora il trattamento con ossalico sublimato . Negli stessi giorni le api bottinavano polline di nocciolo quindi a meno di un improvviso e pesante ritorno di freddo penso che si vada verso un inverno simile a quello 2013\2014 dove la presenza di covata rilevata a fine dicembre non fu più interrotta.
A questo punto non so se augurare un ritorno di freddo , tale da indurre le nostre famiglie ad un blocco di covata, condizione ideale per effettuare il trattamento finale con ossalico sublimato ,nel caso stiamo pronti ad intervenire.
In caso di dubbi sull' efficacia dei trattamenti eseguiti e senza la possibilità di effettuare il trattamento finale con ossalico sublimato consigliamo di inserire una o due strisce di Apivar , operazione che diventa indispensabile qualora si noti una caduta naturale di Varroa nel cassettino.
In breve: controlliamo la Varroa , soppesiamo le famiglie e non facciamo mancare candito ,un invito a tutti a partecipare ai prossimi incontri organizzati dall'associazione.
19/01 Nota tecnica

Oggi, nelle immediate adiacenze di Sondrio, la T. minima è stata di -7,8°. L'ondata di gelo iniziata tra venerdì e sabato, contrariamente alle previsioni, sembra voglia esaurirsi in pochi giorni ma proseguirà. Per venerdì prossimo è previsto che la temperatura minima scenderà sotto i -10° (fonte www.meteopiateda.it).
Dopo diversi inverni con pochi, o addirittura senza, episodi di freddo intenso assistiamo ora ad un ritorno ad una "normalità" che ci coglie un po' impreparati - ma non solo noi!! Nelle zone meglio esposte la vegetazione si era già mossa sotto lo stimolo dalle giornate calde e soleggiate del dicembre 2015: piante che probabilmente ora risulteranno danneggiate da questa ondata di gelo. Anche gli alveari sono abbastanza a rischio. Destano particolare preoccupazione soprattutto i nuclei più deboli, quelli realizzati a fine luglio - inizio agosto che hanno avuto poco tempo per strutturarsi bene per affrontare l'inverno. Quelli posti nelle zone soleggiate e calde, nuclei che magari sono stati invernati relativamente popolosi ma le cui api hanno poi lavorato sia nella raccolta che nell'alimentazione della covata e nella sua termoregolazione. Api che si sono logorate ed invecchiate. Nuclei che hanno perso forza e consistenza e ora non sono nelle migliori condizioni per resistere a questa ondata di gelo. Nella nostra provincia il centro abitato che oggi ha il primato del freddo è S. Caterina Valfurva con -28 mentre Livigno è rimasto avvolto in una bufera di neve.
14/01 Nota tecnica

Varroa e Nosema

La situazione

In sintesi in molti apiari, complici i cieli tersi e le temperature miti, si è riscontrato un periodo di blocco della covata ridotto, o in alcuni casi addirittura assente. Questo ha diminuito l'efficacia dei trattamenti invernali contro la Varroa. In molti casi negli alveari si è ridotta anche la popolazione.

Descrizione Nell'estate 2015 il livello di Varroa, nella maggioranza degli apiari della nostra provincia, è risultato piuttosto basso, con alcune situazioni in controtendenza in Valchiavenna e nella Bassa Valle. Quest'anno in molti hanno utilizzato per il trattamento estivo i prodotti a base di acido formico in gel per rompere la serie di interventi con presidi veterinari consolidati, ma ad alto rischio di fenomeni di resistenza. L'impiego di tali prodotti, ed in particolare il Varterminator, non ha dato i risultati sperati ed attesi, forse per l'andamento climatico, forse per l'inesperienza nell'applicazione, o per un'efficacia poco costante del prodotto stesso.
Il trattamento autunnale è divenuto così estremamente importante. I mesi di settembre ed ottobre però sono stati insolitamente caldi e le famiglie sono rimaste lungamente attive. Alla fine della prima decade di novembre non tutti gli alveari erano in blocco di covata, in una percentuale che variava da apiario ad apiario in funzione di molti fattori. E' comunque stata questa l'unica finestra utile per effettuare il trattamento; infatti nella terza decade di novembre - inizio di dicembre, la ripresa della covata è stata quasi contagiosa ed ha coinvolto molti alveari, ovviamente in apiari posti in posizioni favorevoli. La presenza di larve da nutrire e l'ambiente di covata da riscaldare ha obbligato molte api invernali a bottinare attivamente. Gli alveari che sono entrati in inverno ben popolosi hanno così perso molte api e quelle presenti sono logorate. Osservando alcune famiglie morte abbiamo il sospetto che quest'anno oltre alla Varroa ci sia anche una recrudescenza di Nosema.

Come intervenire

In sintesi E' consigliabile ripetere ora il trattamento invernale se si sospetta una presenza consistente di parassiti. Con la ripresa primaverile è opportuno prevedere un ciclo di Apiherb per contrastare lo sviluppo del Nosema.

Descrizione In questa fase ogni apiario ha una situazione differente in funzione della localizzazione, dell'esposizione e della metodologia e tempistica adottata per contrastare la Varroa. Consigliamo quindi di effettuare degli interventi test su alcuni alveari. Se registrate una caduta consistente di Varroa, è opportuno intervenire. Poiché questa generazione di api svernanti ha già subito un trattamento con Acido Ossalico sarebbe opportuno cambiare principio attivo, o quanto meno limitarsi al sublimato. Quest'ultimo però non sempre assicura una piena efficacia specie con covata presente. Data la situazione è forse consigliabile ricorrere all'APIVAR. Nelle famiglie ridotte dall'inverno a meno di 6 favi e nei nuclei ci si può limitare ad una striscia e, coperto almeno un ciclo di covata si può ritirare la striscia, avvolgerla nella pellicola, numerarla e riutilizzarla per lo stesso alveare durante i trattamenti estivi. Nel corso della primavera si utilizzeranno poi i metodi naturali e meccanici per tenere basso il livello di Varroa (asportazione di covata maschile, zucchero a velo ecc.).
Si ricorda che se si effettua ora un trattamento contro la Varroa è importante contestualmente fornire dell'alimentazione per rendere più efficace l'intervento. Dato il periodo è opportuno limitarsi al candito.
Non è da sottovalutare la presenza del Nosema cerana. I tecnici dell'Associazione Produttori Apistici provincia di Sondrio stanno monitorando la situazione. Si reputa opportuno, anche solo come prevenzione, ricorrere all'ApiHerb, un prodotto erboristico che ha dato buona prova come stimolante delle difese immunitarie dell'alveare.

P.S. la massima efficacia dell'APIVAR la si ottiene in abbinamento con l'API Life Var. Siamo stati i primi in Italia, nel 2007 a proporlo. Attualmente però non abbiamo esperienza a riguardo per il periodo invernale e quindi non intendiamo proporlo fino a che non si verificheranno le modalità di applicazione in questo ambito di intervento.
10/01 Apicoltura Alpina di Gennaio 2016

Nei prossimi giorni i nostri associati riceveranno a casa la copia cartacea del 1° numero ddel 2016 di Apicoltura Alpina.
Il file in pdf è già disponibile nel sito nella sezione "La rivista" e quindi nella cartella "2016".
Il numero di "Dicembre" proponeva un consuntivo delle attività svolte e ora, in questa edizione, si guarda agli appuntamenti e alle tappe del prossimo futuro.
Ricordiamo a tutti gli amici apicoltori dell'importanza di associarsi per poter permettere alla nostra associazione di continuare ad operare per la difesa e sviluppo del nostro settore.
08/01 Raggi gamma !!!

Anche quest'anno organizziamo una spedizione di attrezzatura apistica da sterilizzare con i raggi gamma. Questo tipo di sterilizzazione è molto efficace e permette di restituire alle famiglie anche i favi già costruiti ed in buone condizioni. Favi che altrimenti sarebbero opportuno fondere perché non c'è veicolo più pericoloso per la trasmissione della patologie che questi, anche quando, apparentemente non hanno contenuto covata.
Prendete contatto con i nostri Tecnici per le info relative entro sabato 23 gennaio p.v.
cell 344 38 06 584
06/01 Miele: ne ha discusso il Consiglio dei Ministri il 23.12.2015

Nella seduta del Consiglio dei Ministri n. 98 del 23 dicembre 2015 su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo di attuazione delle direttiva 2014/63/UE che modifica la direttiva 2001/110/CE concernente il miele.
Nello specifico, in applicazione della norma europea, si stabilisce che il polline vada considerato come una componente naturale specifica del miele e non un «ingrediente» nel senso previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011, ossia una sostanza utilizzata nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito.
Con riferimento all'etichettatura del miele, la nuova direttiva 2014/63/UE dispone una modifica meramente formale, sostituendo la sigla "CE", contenuta nell'informazione relativa alle miscele, con quella "UE". Tale previsione non trova riscontro nel presente decreto perché l'Italia non si era avvalsa in precedenza della facoltà, consentita dalla normativa europea, di prevedere un'indicazione generica nel caso di miscele di miele. In Italia, infatti, resta in vigore l'obbligo per i produttori italiani di indicare il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto anche quando si tratta di miscela di mieli provenienti da più Paesi, ai fini di un'informazione corretta e trasparente a tutela dei consumatori.
31/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2015

Rilevazioni di Marco Moretti

04 dicembre Kg 29,30 -0,40
09 dicembre Kg 29,20 -0,10
14 dicembre Kg 29,00 -0,20
21 dicembre Kg 28,90 -0,10
25 dicembre Kg 28,70 -0,20
30 dicembre Kg 28,60 -0,10
30/12 Apertura anticipata Cooperativa Api Sondrio

Vista l'urgenza dell' Anagrafe Apistica, vi informiamo che la mattina di sabato 2 gennaio e i pomeriggi di lunedì 4 e martedì 5 gennaio saremo aperti.
Saluti!
28/12 Apicoltura Alpina di Dicembre 2015

La fine dell'anno è l'occasione per fermarsi e fare una pausa di riflessione su quanto è stato fatto e tracciare un bilancio dell'attività. Come ogni anno quindi abbiamo predisposto una relazione affinché ogni socio abbia a disposizione un consuntivo che lo renda partecipe di tutti gli ambiti in cui la propria struttura associativa opera. La relazione è proposta in una edizione speciale di Apicoltura Alpina, il n. 3 dicembre 2015.
La pubblicazione è disponibile solo online nella sezione "La rivista" e quindi "2015"
.
27/12 Mantenuta la fascia di esonero

Abbiamo ricevuto dalla FAI un comunicato che informa che la legge di stabilità approvata dal Senato ha mantenuto il regime di esonero delle fatturazioni per i piccoli produttori con volume d'affari non superiore a 7.000 Euro. Il testo in discussione alle Camere prevedeva inizialmente l'abrogazione del regime agevolato con la conseguenza che anche i produttori agricoli avrebbero dovuto emettere la fattura per le varie cessioni effettuate, con applicazione dell'IVA per i beni ceduti e con l'impegno di procedere alla liquidazione periodica dell'IVA e del suo relativo versamento. Fortunatamente sono state recepite le osservazioni della FAI e del comparto.
26/12 Nota tecnica

Nella recente riunione di AAL (la nostra associazione regionale) è stato evidenziato che sono giunte diverse segnalazioni ai tecnici apistici di una risposta non soddisfacente del prodotto Varterminator utilizzato nel trattamento estivo. La verifica dell'effettiva efficacia o di una rimodulazione dei protocolli per il suo utilizzo sarà compito degli organismi preposti. In questa sede ci preme sottolineare che gli alveari trattati con questo prodotto hanno poi fatto registrare al trattamento invernale una caduta di acari ben maggiore degli altri e molti di questi ora si trovano in difficoltà. Date le anomale condizioni climatiche infatti diversi alveari non hanno sospeso l'allevamento della covata, specie quelli che avevano un grado di infestazione maggiore. Altri invece sono uscite dal blocco di covata troppo rapidamente.
Si rende quindi opportuno effettuare frequenti controlli del cassettino anti-varroa per cogliere i segni della presenza o meno della covata e per constatare se c'è ancora caduta del parassita anche a distanza di tempo dal trattamento invernale con Apibioxal. In caso positivo è opportuno prevedere un intervento per evitare di partire nella nuova stagione produttiva con alveari già carichi di questi acari. Utilizzare nuovamente il p.a. acido ossalico non è però consigliabili perché usurerebbe troppo le stesse api che hanno già subito il medesimo trattamento. Meglio quindi utilizzare le strisce di APIVAR che rilasciano nel tempo le molecole di Amitraz e sono quindi attive per un arco temporale piuttosto lungo. Nelle famiglie che si sono ridotte a nuclei ci si può limitare a utilizzare una sola striscia per alveare. Abbiamo già provveduto ad ordinare il presidio sanitario che sarà disponibile alla riapertura della Cooperativa.
20/12 Nota tecnica

Nella riunione del 19 dicembre dei responsabili delle Associazioni territoriali che si riconoscono in AAL sono emerse alcune considerazioni tecniche interessanti.
Blocco della covata gli alveari nelle zone meglio esposte e quelle che beneficiano dell'azione mitigatrice dei laghi sono uscite dal blocco di covata. In alcuni casi poi le regine non hanno mai sospeso la deposizione della covata. La nebbia e il fenomeno dell'inversione termica (il freddo si raccoglie in basso ed è più caldo alle quote più elevate) ha favorito quindi maggiormente la pianura che ha mantenuto gli alveari più fermi e più saldo il blocco della covata. Gli alveari che ora hanno ripreso ad allevare covata proseguiranno in tale attività perché ben difficilmente possono nuovamente sospenderla. I rischi legati alla Varroa sono assolutamente evidenti e quindi è inutile soffermarsi ma nell'immediato si deve considerare che gli alveari che allevano covata sono particolarmente vulnerabili anche sotto molti altri aspetti: il bisogno energetico diviene molto superiore, sia per l'alimentazione della covata ma ancor di più per mantenerla al caldo. Le scorte proteiche inoltre sono ridotte e quindi l'allevamento della covata obbliga le api ad una attività di raccolta in un periodo poco felice sia per la scarsità delle fioriture utili (quindi è maggiore il tempo della ricerca) sia perché le api all'esterno dell'alveare possono perdere facilmente la temperatura corporea necessaria al volo rendendo a loro impossibile il rientro. Le famiglie che si ritrovano con un numero di api ridotte e/o logorate dal lavoro si difendono ovviamente malamente da colpi di gelo che inevitabilmente in inverno prima o poi arrivano ….
Questi mutamenti climatici sono quindi, per l'apicoltura lombarda, fonte di preoccupazione e apprensione.
18/12 Buffet e chiusura API SONDRIO e APAS

Vi informiamo che in occasione delle festività natalizie, organizzeremo un piccolo buffet per scambiarci gli auguri: vi aspettiamo lunedì 21 dicembre dalle 14 alle 18!

Ne approfittiamo anche per segnalarvi che da mercoledì 23 dicembre a mercoledì 6 gennaio resteremo chiusi per ferie.

Ci rivediamo il 7 gennaio!
Buone feste!
 
nereal.com . 05|16