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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


23/01 Cena APAS

Si ricorda che è in programma per sabato 28 gennaio alle ore 19:30 presso il ristorante Sisti di Castione Andevenno l'annuale cena sociale dell'APAS. Per prenotarsi chiamare o mandare un sms ENTRO giovedì 23 gennaio. Grazie!!
NON MANCATE è un occasione per incontrarsi e scambiare opinioni ed esperienze sulla comune passione per le api !!!
22/01 Servizio giornalistico a Teleunica TV sui corsi APAS

Servizio televisivo di Chiara Tornadù sui corsi APAS
Copiate il seguente indirizzo ed incollatelo all'URL
http://teleunica.tv.cms.ipercast.net/content/show/ContentId/26375/CatId/2/page/1?dottv2backendhttpteleunicatv=fe0ae84598d78daf4adcb11268e4dadc
20/01 Apicoltura Alpina - gennaio 2017

La nostro giornale Apicoltura Alpina è stato stampato ed è stato consegnato alle Poste per la sua distribuzione presso i soci. Può essere letto anche nel sito, è stata infatti caricata la sua versione in .pdf nella sezione del sito dedicata appunto a questa pubblicazione.
19/01 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di GENNAIO 2017

Rilevazioni di Marco Moretti

03 gennaio Kg 26,20 -0,10
05 gennaio Kg 26,00 -0,20
09 gennaio Kg 26,90 +0,90 candito
12 gennaio Kg 26,70 -0,20
15 gennaio Kg 26,50 -0,20
19 gennaio Kg 26,50 -0,00
17/01 VI RICORDIAMO…

LABORATORIO CANDITO: l'attrezzatura per realizzazione del candito è a disposizione dei soci tutto l'anno tranne che nei periodi di funzionamento del laboratorio di smielatura.
Per poterla utilizzare è necessaria la prenotazione.
COSTI: 0,30 euro a chilo di candito lavorato. Il materiale per la lavorazione può essere portato dall'apicoltore stesso, oppure acquistato presso la COOPERATIVA API SONDRIO ai seguenti prezzi:
ZUCCHERO A VELO: 1,25 euro al chilo
APIFEED: 4,95 euro al chilo
FRUTTOSIO: 1,40 euro al chilo

RAGGI GAMMA: il ritiro del materiale per la sterilizzazione con i raggi gamma verrà effettuato a GENNAIO; l'avviso verrà dato tramite SMS. Seguiranno accordi telefonici per le modalità di consegna. È necessario informare l'ufficio della quantità e della tipologia del materiale che si intende sterilizzare.

PRENOTAZIONE NUCLEI: GENNAIO - FEBBRAIO

LABORATORIO SMIELATURA: il laboratorio sarà attivo da FINE MAGGIO ad INIZIO SETTEMBRE. Per poter usufruire del servizio è necessario prenotarsi anticipatamente indicando la quantità di melari che si intende smielare presso il laboratorio. NON SARANNO ACCETTATI MELARI SENZA PRENOTAZIONE. Una volta che si è stati avvertiti dell'avvenuta smielatura dei propri melari, questi ultimi devono essere ritirati entro e NON OLTRE i due giorni dall'avviso, pena il pagamento di euro 10 al giorno per il deposito.

DEUMIDIFICAZIONE MIELE: l'apparecchiatura per la deumidificazione del miele è disponibile da MAGGIO A SETTEMBRE. È necessaria la prenotazione. La macchina può contenere dai 100 ai 300 kg di miele. Al di sotto dei 100 kg la macchina non riesce a deumidificare il miele. Ogni 10 ore di lavorazione a carico pieno la macchina è in grado di togliere da 1 a 1,5% di umidità dal miele. Il costo per l'utilizzo è di euro 2.00 all'ora.

RITIRO CERA: il ritiro della cera grezza in pani viene effettuato da SETTEMBRE a MARZO.

ANAGRAFE APISTICA (come disposto dalla normativa Nazionale):
- STANZIALE: NOVEMBRE/ DICEMBRE
- NOMADISMO: NOVEMBRE/GENNAIO

LABORATORIO CERA: il laboratorio messo a disposizione dei soci per realizzarsi autonomamente fogli cerei è a disposizione da DICEMBRE AD APRILE. Per poter accedere a questo servizio è necessario prenotarsi. La caldaia può sterilizzare 20 kg. per volta. Il contributo spese per l'utilizzo del laboratorio Cera è di Euro 10,00 + Euro 1,00 per ogni chilo di cera lavorata.

ACQUISTO MATERIALE: per l'acquisto di grossi quantitativi di materiale è necessaria la prenotazione anticipata.
13/01 Presentazione degli incontri di aggiornamento tecnico e professionale

E' pubblicato nella sezione "I Corsi" il calendario degli incontri del seminario di aggiornamento tecnico e professionale che viene proposto ogni anno per i nostri soci. Pur nelle difficoltà economiche che in questo momento sta vivendo la nostra Associazione abbiamo ritenuto importante investire ancora molto in questo intervento perché abbiamo sempre ritenuto l'aggiornamento e la possibilità di confrontarsi con ricercatori e professionisti di altissimo livello un elemento di crescita e di rilievo per la nostra apicoltura. Il programma 2017 è particolarmente ricco ed interessante e ci sentiamo molto orgogliosi dell'alto livello dei relatori che anche quest'anno l'APAS può proporre ai propri Soci. Sono otto gli appuntamenti previsti con le personalità del mondo scientifico e tecnico ed organizzate con cadenza quasi settimanale, di venerdì sera. Il seminario 2017 si apre con riflessioni tecniche sulle regine: i motori degli alveari. Ce ne parlerà Carlo Olivero, un "grande" dell'apicoltura nazionale. Un tema sul quale, negli anni passati abbiamo avuto modo di ascoltare anche altre importanti figure dell'apicoltura come Francesca Zacchetti ed Elio Bonfanti.
Produrre miele privo di inquinanti è ovviamente obiettivo di ogni apicoltore. I legislatori sono sempre più attenti alla sanità degli alimenti e i progressi tecnologici in campo delle analisi dei residui permette loro di innalzare sempre più in alto l'asticella tanto che in pochi lustri si è passati dai ppm ai ppb come unità di misura. Anche sostanze che a prima vista hanno poco a che fare con l'apicoltura, come il piombo (Pb), ora vengono ricercate (e a volte anche trovate!!). E' quindi importante fare delle riflessioni sui contaminanti del miele, sulle possibili fonti, sui limiti di legge ecc. Un tema che viene affrontato ed esposto Sara Panseri, una ricercatrice che da anni lavora in tale ambito. L'inquinamento è però anche un importante aspetto per la salute degli alveari ed costante pericolo per le api. Ne parlerà Claudio Porrini, un ricercatore molto noto alla maggior parte degli apicoltori e a cui sarà affidato l'ultimo incontro del seminario. Abbastanza collegato anche il tema trattato da Flavia Guariento che proporrà una panoramica delle normative di interesse apistico nel campo delle preparazioni alimentari. Considerando che in questo ambito non esistono pressoché sanzioni amministrative ma, quasi tutte le infrazioni sono materia di codice penale, si evince con chiarezza la rilevanza dell'incontro. Verrà rilasciato l'attestato di partecipazione a chi ne fa richiesta (attestato necessario per chi dispone di un laboratorio).
Il tema che raccoglie il maggiore interesse da parte degli apicoltori è, senz'altro, quello relativo alle patologie apistiche. In merito sono previsti due appuntamenti di approfondimento. Il primo è dedicato ai nuovi prodotti di contrasto alla Varroa che dovrebbero essere commercializzati a partire dal 2017 e che andranno a modificare i protocolli fino ad ora utilizzati. Relatore sarà Pier Antonio Belletti che li ha già testati ed ha potuto valutare e studiare come potranno essere collocati nel contesto degli interventi contro questo parassita. Belletti è un "Big" dell'apicoltura che in Valtellina non ha bisogno di presentazioni. L'altro intervento è dedicato alle virosi ed alle interazioni con le altre patologie, il relatore è Antonio Lavazza, ricercatore particolarmente noto ed apprezzato per le sue ricerche sia a livello nazionale che internazionale.
Un tema invece nuovo, ma a noi caro, è quello della didattica apistica, e più in generale della comunicazione. L'incontro sarà tenuto da Stefania Pendezza, una fra le più brillanti e coinvolgenti relatrici nei diversi convegni che abbiamo seguito su questo argomento.
La qualità del miele dipende fortemente anche dalla capacità dell'apicoltore di capire le potenzialità nettarifere di un territorio, del tipo di nettare, del periodo ottimale per giungere su una fioritura o per spostare i propri alveari in un'altra, quando togliere i melari e raccoglier il frutto di una specifica fioritura. Sono nozioni che si acquisiscono soprattutto con l'esperienza ma sono comunque anche necessarie delle competenze cognitive specifiche. Carla Gianoncelli è sicuramente un'esperta di notevole rilievo in questo ambito, anzi un autentica autorità ed abbiamo la fortuna che opera in Valtellina e conosce quindi perfettamente la realtà produttiva locale e le diverse potenzialità del territorio.
12/01 Sterilizzazione delle attrezzature

La nostra Associazione è particolarmente impegnata nella prevenzione delle patologie apistiche. In tale ambito, da alcuni anni, ha organizzato la spedizione del materiale apistico dei soci alla Soc. Gammatom per provvedere al trattamento di sterilizzazione mediante raggia gamma. Chi è interessato può prendere contatto con l'Ufficio per le informazioni relative e per le modalità di consegna del materiale.
11/01 Denuncia di nomadismo

Si ricorda che le denunce di nomadismo vanno presentate entro e non oltre il 31/01/2017.
Buona giornata!
10/01 Situazione climatica

Un gennaio freddo, molto più in linea con la "normalità" rispetto a quanto avvenuto negli anni più recenti. Le previsioni segnalano che il freddo rimarrà ancora per un po' di tempo con un leggero allentamento fra giovedì e venerdì in concomitanza di una piccola perturbazione. Questa forse darà una leggera spruzzata di neve ma certamente non modificherà la situazione preoccupante per la prolungata mancanza di precipitazioni (ultima precipitazione il 24 novembre 2016 con 7 mm). Il freddo intenso non dovrebbe danneggiare le famiglie se sono state invernate bene, la situazione desta preoccupazione per le famiglie deboli o malate. Nel caso vengano riscontrate mortalità segnalatelo subito al nostro ufficio e chiudete immediatamente la porticina dell'alveare deceduto. La mortalità delle famiglie è spesso dovuta alla Varroa ma possono essere presenti anche patologie concorrenti e quindi un saccheggio o la spoliazione di quanto rimane nell'alveare può fungere da vettore per una pericolosa diffusione di malattie. Queste arnie devono essere poi rimosse nel modo più celere, pulite e disinfettate. I favi possibilmente distrutti. La cera distrutta o fusa e sterilizzata.
05/01 Nota tecnica

Quanto riportato nella precedente Nota Tecnica del 2 gennaio trova purtroppo una parziale conferma dal dott. Angelo Sommaruga. Il titolare della "Cereria del Nord" è persona ben conosciuta ma forse non tutti sanno che ha una notevole esperienza nel campo della ricerca in apicoltura avendo ricoperto il ruolo, per diversi anni, di responsabile del Laboratorio Apistico Regionale, importante struttura realizzata presso l'Istituto di Entomologia Agraria - Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Milano e purtroppo chiusa nonostante l'utilità e gli eccellenti risultati.
Ad Angelo Sommaruga, così, molti apicoltori non solo portano la cera ma anche campioni di api "quando le cose non girano giuste" e si ha bisogno di un consiglio, si ha bisogno di capire. Angelo quindi ha sempre il polso della situazione lombarda … ed è preoccupato perché dal suo speciale osservatorio ha notato una forte diffusione di Nosema cerana. Una specie di ondata che ciclicamente, negli ultimi lustri, colpisce il patrimonio apistico, potenziando gli effetti di altri patogeni. Il Nosema cerane è forse il più infido nemico con cui abbiamo a che fare perché è pressoché asintomatico e lascia sospettare di se solo quando è ormai tardi… quando le famiglie si spopolano all'improvviso e il dubbio diventa certezza con analisi di laboratorio. Purtroppo si hanno pochi strumenti a disposizione, non solo per la diagnosi ma anche soprattutto per la cura. La regola principale è quella di tenere gli alveari forti e in perfette condizioni igieniche con l'applicazione delle buone pratiche. Un aiuto può venire da prodotti come Apiherb e integratori alimentari analoghi. Certamente però le situazioni già compromesse difficilmente sono recuperabili. Le famiglie che sopravvivono non riescono poi a divenire produttive.
03/01 Temperatura in picchiata

Da giovedì 29 dicembre le temperature sono cambiate ed è ritornato un clima più consono alla stagione. Si è archiviata così quella bolla di caldo anomalo culminata il 27 dicembre con temperature primaverili con massime che in alcune zone hanno raggiunto i 20°. Le previsioni annunciano ora un ulteriore abbassamento termico per l'afflusso di aria polare. Per venerdì 6 gennaio il sito www.ilmeteo.it prevede una temperatura minima che raggiunge, a Sondrio, -7,4 mentre il sito www.meteopiateda.it segnala -12°!!! Certamente un inverno con variazioni termiche così accentuate mette seriamente alla prova gli alveari. Le famiglie in buone condizioni e bene invernate dovrebbero però resistere bene a queste sciabolate di freddo, qualche preoccupazione viene invece riservata ai nuclei realizzati in estate e che hanno scarsa popolazione e alle famiglie che sono già impegnate nell'allevamento della covata.
02/01 Nota tecnica

In primo luogo l'augurio a tutti gli apicoltori per un 2017 che vada ad interrompere questa serie di annate scarsamente produttive.
Situazione
Gennaio segna la seconda parte dell'inverno, quella che per l'apicoltura valtellinese risulta essere la più delicata e difficile. Gennaio è il mese più freddo dell'anno. Per quanto ora le temperature non siano più rigide come in passato la situazione non è migliorata, anzi si è resa più complessa perché le famiglie tendono più facilmente ad uscire dal blocco di covata e prepararsi troppo precocemente alla stagione produttiva con il rischio di essere prese in contropiede da ritorni o puntate di gelo eccessivo.
In questa fase dell'inverno la popolazione delle famiglie è composta di api vecchie, le scorte sono state in parte già consumate per l'alimentazione e soprattutto per mantenere una temperatura minima vitale nel glomere. A breve prenderà il sopravvento lo spirito vitale della "rinascita", o meglio della crescita della famiglia. Una crescita che spesso, a primavera, diventa tumultuosa e che, se parte troppo precocemente, rende fraglie lo sviluppo e, a volte, pone a rischio la sopravvivenza stessa dell'alveare.
L'allevamento della covata richiede alle api uno sforzo enorme. Le temperature, nella zona" nursery", devono essere mantenute dai 33° ai 35° T, con un notevole consumo delle scorte. Anche l'alimentazione stessa della covata intacca profondamente le scorte ma soprattutto "consuma" le api vecchie nell'attività di trasformazione del polline in pappa reale. Le api, nello svolgere l'attività di nutrici, escono dalla condizione di api invernali cioè a "vita lunga" per quella breve, caratteristica di quelle nate nel periodo primaverile-estivo. L'allevamento della covata obbliga inoltre le api ad una ripresa dell'attività esterna di raccolta del polline e dei sali minerali, sostanze che sono poco soggette allo stoccaggio in scorte. Questa "bottinatura", oltre ad essere un'attività rischiosa, richiede anche un investimento energetico importante e quindi un ulteriore consumo delle scorte. Il precoce allevamento della covata permette inoltre alla Varroa di compiere maggiori cicli riproduttivi e quindi implica un maggior rischio per gli alveari e adeguati e specifici protocolli di intervento per gli apicoltori.
Cosa fare
Alimentazione
In questa fase è importante sostenere le famiglie con l'alimentazione per compensare il maggior fabbisogno energetico. E' bene utilizzare esclusivamente del candito poiché lo sciroppo "casalingo" obbliga le api ad "asciugare" quanto fornito e provoca un innalzamento dell'umidità del nido mentre gli sciroppi in commercio, molto più concentrati, sono troppo stimolanti e non opportuni in questa fase. E' inoltre da evitare l'utilizzo del miele perché incentiva il saccheggio, rischio particolarmente elevato in questo periodo perché le esploratrici sono alla ricerca di famiglie deboli e sfruttano abilmente lo scarso controllo alle porticine degli alveari.
Osservazioni
Tenere sotto controllo gli alveari ed in particolare controllare il cassettino antivarroa per individuare il posizionamento ed estensione del glomere, la presenza di uova cadute e o di polline quali indizi di ripresa dell'allevamento della covata, presenza di Varroe, di umidità eccessiva ecc.
Osservare l'attività alle porticine dell'alveare ed in particolare l'importazione di polline.
Nelle giornate più fredde, limitarsi al "tambusamento" ed ascoltare il suono di risposta del nucleo che già di per se permette di cogliere lo stato sanitario della famiglia.
In gennaio può essere opportuno effettuare dei test per verificare e/o quantificare la presenza di Varroa. Il tema Varroa è però complesso e molto legato allo specifico territorio e alla "storia" dei singoli apiari per cui sarà tema di una specifica nota
31/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

02 dicembre Kg 27,40 -0,00
06 dicembre Kg 27,30 -0,10
11 dicembre Kg 27,10 -0,20
15 dicembre Kg 26,90 -0,20
20 dicembre Kg 26,90 -0,00
25 dicembre Kg 26,60 -0,30
31 dicembre Kg 26,30 -0,30
28/12 Nuova segnalazione di Cristian Moretti

Oggi, nelle ore centrali e del primo pomeriggio, a Tresivio, faceva caldo e le api portano polline e sembra ripetersi quanto già avvenuto lo scorso inverno.
A Castione, nell'apiario seguito dalla nostra Cooperativa, per quanto ubicato in una posizione ben soleggiata, gli alveari mostravano minore attività alle porticine. Diverse famiglie però, anche qui, sono già uscite dal blocco di covata e presentano già alcune rose di celle opercolate.
27/12 Facciamo il punto della situazione

L'inverno procede relativamente mite. Abbiamo avuto una successione di periodi piuttosto prolungati d'alta pressione: giornate belle e soleggiate, poche notti con colonnina di mercurio saldamente posizionata sotto zero e accentuato fenomeno di inversione termica ovvero di ristagno dell'aria fredda nel fondovalle e temperature molto più gradevoli sulle pendici. Grazie alla sua ottima esposizione a sud, l'effetto dell'inversione termica sul versante retico risulta decisamente ancor più marcato: qui, già ora troviamo noccioli fioriti e l'attività alle porticine degli alveari risulta già piuttosto intensa.
Cristian Moretti ha effettuato ieri una visita di controllo nei suoi alveari posizionati nel Comune di Tresivio in una zona ottimamente esposta ai raggi del sole ed ha costatato che gli alveari sono ancora molto popolosi (80% delle famiglie sono su 8 favi) e ben forniti di scorte. Diverse famiglie hanno già rose di covata opercolata.
La notazione di Cristian si aggiunge a quella di altri apicoltori che già in precedenza avevano segnalato la presenza di covata in dicembre. La mancanza di un periodo di blocco di covata naturale implica una ancor maggior attenzione al problema Varroa e ad una modifica delle strategie e al protocollo di intervento. In questo caso può essere ad esempio utile il ricorso alle strisce di APIVAR che hanno una azione lenta ma costante. Secondo alcuni ricercatori la scarsa azione abbattente immediata del prodotto è compensata dalla sua capacità di alterare l'attività riproduttiva della Varroa. Inutile invece il ricorso a ulteriori trattamenti con Apibioxal (acido ossalico) in presenza di covata: si stressano e danneggiano solo le api.
E' opportuno che ogni apicoltore verifichi se i propri alveari stanno allevando covata. Per non disturbare troppo le famiglie conviene effettuare prima le osservazioni esterne (controllo dei sedimenti presenti nel cassettino antivarroa, tipologia del movimento alle porticine ed in particolare l'importazione di polline, velocità di consumo del candito ecc.) per poi limitarsi alla visita interna solo alle famiglie individuate.
21/12 Grosso furto di alveari in Lombardia

E' andato in onda un servizio televisivo su TGR della Lombardia rintracciabile al seguente link
http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-c9d67bfd-cfb5-45ae-8ba2-707160f2cc1b.html
(il servizio è al punto 13:45 se non si vuole seguire tutto il TG).
Un furto un po' anomalo per il periodo comunque faremo partire anche quest'anno la richiesta di maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine soprattutto nel periodo di fine inverno quando il rischio è ancora più elevato. La nostra Associazione ha comunque predisposto per gli associati buone condizioni assicurative che hanno permesso, per chi le sottoscrive, di limitare o pressoché annullare i danni economici derivanti da questa problematica.
20/12 Festa degli Auguri e chiusura della Cooperativa e sede per le festività

Ricordiamo che la festa degli auguri si terrà nella sede APAS e della Cooperativa giovedì 22 dicembre dalle ore 16 alle 18. La Cooperativa e l'APAS rimarranno chiuse per le festività dal 24 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017.
Vi aspettiamo numerosi !!!
18/12 Situazione in Lombardia

Dalle segnalazioni raccolte dai responsabili delle diverse Associazioni Lombarde abbiamo un quadro della situazione piuttosto preoccupante: in vaste zone della pianura lombarda la media delle perdite degli alveari si aggira, già ora, sul 40%. La Varroa ha quindi intaccato nuovamente e profondamente il patrimonio apistico come ciclicamente avviene da diversi anni. Da alcune analisi effettuate sembra che la notevole virulenza del parassita sia dovuta alla concomitanza ed abbinamento con il Nosema cerana. Ipotesi già avanzata da Savorelli e che le analisi effettuate dagli amici di Brescia sembrano appunto confermare.
16/12 STOP Velutina

Il ritrovamento della Vespa velutina in Veneto ha avuto una risposta immediata dal gruppo di lavoro coordinato dalla dott.ssa Laura Bortolotti che in collaborazione con la Regione Veneto, le ASL locali e con le Associazioni Apistiche presenti nel territorio hanno approntato una rete capillare di rilevamento per poter procedere poi con tempestività negli interventi.
Maggiori informazioni al seguente link
http://www.stopvelutina.it/velutina-in-veneto-parte-la-rete-monitoraggio/
15/12 Progetto pilota in Valchiavenna per il controllo della diffusione della Peste Americana

Oggi scade il termine per la presentazione dei campioni di miele per gli apicoltori della Valchiavenna che hanno inteso aderire al progetto. I "ritardatari" devono contattare la sede della Cooperativa di Prata Camportaccio o l'ufficio dell'Associazione
13/12 Regolamento 1169/2011 (del 25/10/2011) Etichettatura Prodotti Alimentari

Il Regolamento 1169/2011 (del 25/10/2011) entrato in vigore il 13/12/2014 ha modificato alcuni aspetti dell'etichettatura dei prodotti alimentari. Le indicazioni del regolamento per quanto riguarda il miele imponevano di mettere in etichetta le seguenti informazioni: denominazione di vendita, paese di origine, quantità netta, nome o ragione sociale e indirizzo del produttore e sede del laboratorio di confezionamento del prodotto, condizioni particolari di conservazione, lotto e termine minimo di conservazione. Restava facoltativo per tutti i prodotti alimentari l'indicazione dei valori nutrizionali.
Da oggi però, 13/12/2016, tutti i prodotti alimentari preconfezionati, salvo alcune eccezioni tra cui il miele, dovranno riportare una tabella nutrizionale con i valori di energia (kcal o kj), grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, relativa a 100 grammi di prodotto.
Come già anticipato per il miele resterà un opzione facoltativa in quanto prodotto non trasformato che comprende un solo ingrediente.
L'etichetta nutrizionale sul miele è quindi un'indicazione facoltativa ma se fornita su base volontaria deve riportare (ai sensi dell'art. 30 del R. CE 1169/2011)

1) Il valore energetico ( kcal KJ)
2) grassi
3) acidi grassi saturi
4) carboidrati
5) zuccheri
6) proteine
7) sale
Chi pone in vendita vasi di miele e noci, o miele in abbinamento con un altro prodotto, ha l'obbligo di riportare i valori nutrizionali.
Per ulteriori informazioni sulla normativa contattate l'ufficio.
10/12 Articolo riportato da News Republic su Vespa velutina

Si segnala il seguente link sull'articolo recentemente riportato da News Republic
http://nr.news-republic.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=79684069&source=digest&tagid=287497&tagname=Sostenibilit%C3%A0
09/12 Novità fiscali

Ci sono state un po' di comunicazioni contraddittorie riguardo le "novità" fiscali e ci ripromettiamo quindi di approfondire la problematica. Da quanto appreso risulta che per gli apicoltori in regime di esonero (sotto quindi i 7.000,00 Euro) e con sede aziendale in un Comune Montano (tutti quelli della nostra provincia lo sono) non cambia nulla. Gli altri apicoltori, devono invece comunicare trimestralmente i dati relativi alle fatture ricevute all'Agenzia delle Entrate.
Il DPR n. 633 del 1972, all'articolo 34, comma 6, prevede che gli apicoltori, con fatturato annuo inferiore ai 7.000,00 Euro, sono esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermo restando l'obbligo di numerare e conservare le fatture (ricevute) e le bollette doganali. Queste aziende apistiche in regime di esonero infatti non emettono fattura. Quando queste vendono il prodotto a negozianti o a confezionatori è chi acquista che produce un'autofattura di cui avrà anche la competenza di trasmetterla all'Agenzia dell'Entrate.
La novità introdotta con il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2017 comporta l'obbligo per le aziende in esonero che non hanno sede in Comuni montani l'obbligo di comunicare trimestralmente i dati delle "fatture" (ricevute).
05/12 Un'importante segnalazione

L'amico Giuseppe Mottalini ci segnala che oggi ha visitato quattro nuclei. In ognuno erano presenti quattro favi ben coperti di api e… due rose di covata opercolata di dimensioni 8 x 8 cm contornate da un po' di covata più fresca e uova!!! Alla porticina giuseppe ha notato anche api bottinatrici che portano ancora polline. Qui il blocco di covata non c'è più!!!
L'apiario di Mottalini in loc. Ganda si giova di un microclima molto particolare che non rappresenta la maggioranza degli apiari però è un forte ed importante segnale che ci invita a vigilare con molta attenzione sulla situazione dei nostri alveari. La mancanza di un periodo di blocco di covata comporta la necessità di rimodulare i protocolli di intervento contro la Varroa. La presenza di covata nel periodo invernale in una zona montana come la nostra mette inoltre maggiormente a rischio le famiglie anche per molti altri aspetti perché rende le famiglie molto più vulnerabili sulle necessità di scorte e calore. Invito tutti quelli che hanno microclimi molto favorevoli (le zone "caldi" e bene esposte della costiera Retica) a controllare lo stato delle famiglie. Se le covate sono partite, o peggio non si sono mai arrestate è necessario prendere in considerazione strategie specifiche tra cui anche l'opportunità di cambiare i ceppi genetici utilizzati.
03/12 Denuncia di possesso alveari - ultimi giorni

Sì ricorda che c'è tempo fino al 31/12/16 per la denuncia degli alveari. Chi non ha delegato l'APAS per l'aggiornamento, deve provvedere autonomamente rivolgendosi all'ATS della Montagna. Non aspettate gli ultimi giorni, o a causa delle festività di dicembre, rischiate di non essere registrati in tempo.. Negli ultimi giorni poi questi sistemi risultano sovraccarichi e i terminali rallentano enormemente.
Chi invece ha delegato l'APAS è pregato di recarsi in sede ENTRO il 10 dicembre.

Da quest'anno le multe per chi non effettua la denuncia alveari saranno più salate; si rischiano dai 1000 ai 4000 euro di multa! Affrettatevi!
30/11 Diffusione della Varroa

I parassiti presenti nelle famiglie tendono naturalmente, ad un certo punto, a diffondersi nell'ambiente, ovvero in altri alveari e anche in altri apiari. Cercano cioè nuove possibilità di ricovero e nuove occasioni per riprodursi e prosperare.
I vettori
Tale diffusione avviene tramite il trasporto passivo sul dorso delle api nei loro voli all'esterno dell'alveare. Il fenomeno è particolarmente rilevante in estate ed inizio autunno, quando le covate diminuiscono di estensione, o addirittura volgono al termine, e, conseguentemente, aumenta considerevolmente il numero delle Varroe in fase foretica. Sono le api adulte, le bottinatrici che escono dal nido che vengono utilizzati come vettori ma quando l'infestazione è molto forte quasi tutte le api sono interessate e, se già debilitate dal parassita, si allontanano dal alveare per morire lontano, spopolando progressivamente il nido e portando a morte con se anche la Varroa che quindi non si trova all'esame dei cassettini.
La deriva
Sfortunatamente le api bottinatrici non infrequentemente possono "sbagliare" alveare dando vita ad un fenomeno che tecnicamente è denominato di "deriva". Questo è più accentuato di quanto si pensi ed è significativo perché l'attività apistica costringe le famiglie a vivere una vicina all'altra in modo del tutto innaturale. Le api guardiane di una alveare devono accertare e vietare l'accesso alle api "ladre" che hanno peraltro comportamenti abbastanza riconoscibili, sono invece poco o nulla selettive nei confronti di bottinatrici che giungono al nido con il frutto di una buona raccolta. La "deriva" non è solo determinata da un errore di "indirizzo" da parte della singola ape. Gli alveari forti hanno probabilmente una capacità attrattiva, un "appeal", non trascurabile sulle api di altre famiglie perché assicurano una situazione di vita più confortevole (calore, alimentazione ecc.). Una forza attrattiva che non può competere con quella aggregativa determinata dal ferormone della regina nei confronti delle api della propria famiglia. E' quindi una "forza" debole ma che comunque c'è ed ha molta rilevanza nella trasmissione delle malattie e dei parassiti da alveare ad alveare.
Le re - infestazioni
La velocissima diffusione della Varroa, l'impossibilità di risanare un territorio, la velocità di re-infestazione di alveari appena trattati la dice lunga su come le nostre attività produttive siano interconnesse. L'attività apistica è infatti molto diversa da tutte le altre realtà zootecniche dove le patologie, se curate, non possono varcare il portone delle singole stalle per infettare altri allevamenti. Qui, nel nostro settore, un apiario trascurato è un problema per tutte le realtà vicine: non ci sono recinti o stalle da chiudere. La Varroa, con la sua facilità di reinfestare gli alveari è un caso esemplare. Alcuni studiosi tedeschi hanno rilevato che in un alveare potevano entrare fino a 100 acari al giorno !!! Pier Antonio Belletti mi ha riferito recentemente che mentre stava conducendo una sperimentazione ha rilevato una reinfestazione molto elevata in un breve arco temporale ed ha individuato, a poca distanza, un grosso apiario dove era stata trascurata la lotta alla Varroa ed era quindi in pessime condizioni ma soprattutto "dispensava" parassiti a tutti gli apiari del circondario.
29/11 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di NOVEMBRE 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

02 novembre Kg 28,30 -0,00
07 novembre Kg 27,90 -0,40
11 novembre Kg 27,70 -0,20
14 novembre Kg 27,60 -0,10
19 novembre Kg 27,60 -0,00
25 novembre Kg 27,50 -0,10
29 novembre Kg 27,40 -0,10
29/11 Vespa velutina

La generosa attività degli amici apicoltori di Imperia ha fermato per un po' la diffusione della Vespa velutina. Sapevamo purtroppo che l'azione di Fabrizio Zagni e dei suoi amici avrebbe però solo rallentato la penetrazione nel territorio italiano di questo temibile predatore di api. Sfortunatamente nel 2016 ci sono state diverse segnalazioni al di là della linea di difesa, la "Linea Maginot" dell'apicoltura, costituita dalla provincia di Imperia. La situazione aggiornata al sito:
http://www.stopvelutina.it/il-calabrone-asiatico-si-diffonde-nel-nord-italia/
28/11 Progetto pilota in Valchiavenna per il controllo della diffusione della Peste Americana

Nella riunione di venerdì 25 novembre si è fornita la documentazione definitiva relativa al progetto e si sono spiegate le varie fasi di attuazione. Si è inoltre deciso che chi partecipa al progetto per il controllo della diffusione della Peste Americana finanziato dalla Comunità Montana della Valchiavenna e dalla Regione Lombardia ha tempo fino al 14 dicembre per aderire e consegnare i campioni di miele come illustrato nell'incontro. I campioni possono essere consegnati presso la sede di Prata Camportaccio o all'ATS di Chiavenna. La partecipazione al progetto è gratuita. Per eventuali delucidazioni ed informazioni potete chiamare la sede di Sondrio
25/11 Nota tecnica

E' presto per avere un quadro complessivo dei risultati della guerra 2016 contro la Varroa destructor. C'è chi è allarmato e pensa che l'acido ossalico, come principio attivo, abbia incominciato a perdere parte della sua efficacia, c'è chi guarda con sospetto i protocolli fino ad ora utilizzati. Sono stati d'animo che si basano solo delle sensazioni e noi, per ora, non abbiamo dati oggettivi sufficienti per trarre delle conclusioni. Però le segnalazioni fino ad ora raccolte ci permettono di effettuare qualche riflessione e, probabilmente, a promuovere maggiormente un certo cambio di strategia contro il temibile parassita.
La personale sensazione è che molti apicoltori, e curiosamente soprattutto quelli della vecchia guardia (quindi con una certa esperienza alle spalle), quest'estate hanno valutato come molto bassa la presenza della Varroa e si sono limitati a interventi "tampone" del tutto inadeguati.
Alcuni, ad esempio, hanno raccontato di aver utilizzato solo un determinato prodotto: Apivar (la cui efficacia è stimata, SE NON ABBINATA AI TIMOLI, intorno al 60-70%), Apistan (efficacia… 50%), ApiLifeVar (efficacia… 30% ?), Apibioxal (efficace solo sulle forme adulte in fase foretica). Altri hanno adottato il metodo del "Blocco di Covata" ma eseguito nei tempi sbagliati. C'è chi ha utilizzato altri prodotti, consentiti o no, ma comunque fuori dalle indicazioni fornite dalla nostra struttura tecnica e dalle indicazioni del Servizio Veterinario. Il mix di trascuratezza e presunzione ha però purtroppo danneggiato anche gli apicoltori che hanno operato correttamente, in particolare quelli che hanno diligentemente effettuato il "Blocco di Covata" nei tempi giusti e poi hanno trovato i propri alveari vittime delle re-infestazioni. Le famiglie alle quali si è effettuato il trattamento a fine di luglio, a conclusione del "Blocco di Covata", sono rimaste esposte fino a metà novembre alle Varroa che provenivano dagli apiari trascurati. L'impressione è che si siano difesi meglio gli apicoltori che hanno usato le strisce di Apivar o di Apitraz abbinate con i timoli - seconde le indicazioni fornite dall'APAS. Le strisce citate, utilizzate contemporaneamente a cicli di ApiLife Var, hanno costituito un intervento estivo attivo per un arco temporale che ha permesso di limitare le re-infestazioni.
Fra gli interventi che possono essere inseriti nell'annuale piano di contrasto alla Varroa quello del "Blocco di Covata" rimane comunque fra i migliori "strumenti" di lotta al parassita a disposizione degli apicoltori ma deve in futuro essere calibrato o ripensato anche alla luce delle possibili esposizioni del proprio apiario alla presenza, nelle vicinanze, di focolai di infestazione.
 
nereal.com . 05|17