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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


03/09 Compro - vendo

Annuncio che sarà a breve inserito nello spazio apposito nel sito della Cooperativa:
Vendo 3q di miele millefiori prodotto a 900m di quota e 1q di miele di acacia.
tel.0342- 775227 cell. 3472549817


http://cooperativa.miele.so.it/Compro__Vendo.html
02/09 Mostra del Bitto

Questo appuntamento si sta completamente rinnovando. La gestione ed organizzazione non è più della Società Eventi Valtellinesi ma del Multiconsorzio "Valtellina che gusto!" che si avvale della collaborazione di uno staff di alto livello composto da Scaramellini, Pinna, Fognini e coordinato da Patrizio Del Nero. Nuovi sono gli obiettivi e gli allestimenti. In tale contesto le aziende possono trovare ulteriori stimoli e motivi per partecipare a questo evento fieristico così importante per l promozione del territorio e delle sue produzioni tipiche. Si ricorda che la Mostra del Bitto è la manifestazione effettuata nella nostra provincia che in assoluto richiama il maggior numero di visitatori. Il plateatico, ovvero gli spazi commerciali e promozionali, hanno un prezzo di Euro 100,00 al mq. + IVA e le dimensioni minime degli stand sono 3 m. x 3 m. Grazie ad un sostegno della Camera di Commercio di Sondrio le aziende locali hanno uno sconto di Euro 20,00 per cui il plateatico diviene Euro 80,00 al mq.
Per favorire i propri soci che vogliono essere presenti autonomamente a questo importante appuntamento di promozione, l'APAS ha chiesto la possibilità di acquistare lo spazio di uno o più stand da frazionare fra le ditte apistiche interessate. L'APAS e la API SONDRIO Società Cooperativa saranno comunque presenti a questo evento per animare lo spazio dedicato all'apicoltura e venderanno esclusivamente il miele dei soci che interverranno e presteranno la loro collaborazione nell'allestimento e nelle attività promozionali e didattiche che verranno lì organizzate. Si chiede cortesemente di segnalare ad Alice o a Giampaolo entro il 15 settembre il proprio eventuale interesse all'acquisto autonomo di uno spazio fieristico tramite l'APAS.
31/08 Nuovi successi per Alice Gaggi

Il nostro tecnico, dott.ssa Alice Gaggi, è anche un atleta di altissimo livello. Dati gli eccellenti risultati delle ultime gare effettuate in varie parti d'Italia è stata convocata in questi giorni per far parte della squadra nazionale e partecipare al campionato mondiale che si terrà, quest'anno, in Austria. Alice mancherà quindi qualche giorno per poter rappresentare l'Italia e la Valtellina. Siamo tutti con lei !!!
31/08 Un nuovo filmato

Il 28 agosto 2010 abbiamo visitato alcuni alveari che ci sono sembrati particolarmente interessanti perché sottolineano i benefici effetti del blocco di covata quale metodologia di lotta alla Varroa.
Le riprese effettuate nell'ambito dei rilevamenti per il Piano di Monitoraggio Apistico della Regione Lombardia sono state quindi montate in un filmato. Il documento ci sembra utile anche per fornire un raffronto sullo stato degli alveari a chi opera in zone analoghe (montane e pedemontane). Il filmato è posto nel sito, sezione "fotografie" quindi "visite agli apiari" "2010" oppure nel sito www.youtube.it al canale apicoltorisoit
26/08 Alcune considerazioni sulla Varroa ed altre patologie

Varroa
Presto per cantar vittoria e rilassarsi però sembra che quest'anno la carica di Varroa sia sensibilmente più bassa del solito. Alcuni hanno addirittura trovato tanto anormale la situazione da sperare che questo parassita - flagello sia finalmente incorso in qualche nemico naturale. In realtà non ci sono prove concrete per tale ipotesi: per ora rimane solo un bel sogno. Il lungo inverno, una primavera piovosa che ha indotto ad una forte sciamatura e i cambi di regina sono probabilmente stati i fattori reali di questa bassa carica di Varroa. Nelle visite negli apiari effettuati quest'anno l'unica situazione critica per questo parassita è stato su un nucleo appena acquistato e proveniente da fuori provincia. Chi, a luglio, ha fatto il blocco di covata ha avuto cadute molto inferiori a quelle registrate nel 2009. Marco Moretti, ad esempio, ha avuto solo una punta massima di 150 Varroe ed un valore medio molto inferiore. Ad agosto le famiglie sono risultate insolitamente popolose e le "barbe" di api sfaccendate attaccate agli alveari sono ritornate ad essere un'immagine abbastanza frequente nei nostri apiari. La Varroa é comunque un nemico che non permette di abbassare la guardia e quindi consigliamo di seguire in ogni caso il piano di profilassi e lotta a questo parassita.
Peste americana
Questa patologia è entrata sempre più in un cono d'ombra. L'emergenza Varroa è da anni al primo posto nei pensieri degli apicoltori e le patologie a carico della covata sono state così sospinte sullo sfondo. Certo, con la corretta gestione tecnica di prevenzione, i casi possono essere talmente sporadici e contenuti da non rappresentare un vero problema. La sensazione è però che la patologia sia in realtà molto più diffusa di quanto ci si aspetta ma date le norme di polizia veterinaria ormai antiquate ed obsolenti é divenuta prassi comune non denunciare più i casi sospetti e neppure quelli conclamati. Norme e prassi meno repressive e rigide sarebbero molto più efficaci per far emergere la diffusione della patologia e migliorare l'eradicazione dei focolai. C'è anche una tenue correlazione fra andamento stagionale e peste americana: sembra che primavere umide, con lunghi periodi di pioggia, portino ad una maggiore presenza di focolai nel territorio.
Nosema
Teoricamente nulla dovrebbe far sospettare questa patologia, non ci sono segni di feci nell'alveare, gli alveari sono popolosi ecc. Eppure con una certa frequenza si notano api con addomi gonfi e pesanti, api che fanno fatica a volare. Se si sfila a queste api l'intestino si nota una ampolla rettale piuttosto, anzi decisamente gonfia, apparentemente, di polline mal digerito. Il meso intestino non ha il proprio colore perlaceo ma risulta di un colore rosso scuro tendente al marrone. Abbiamo intenzione di approfondire queste osservazioni con alcuni prelievi ed analisi. Invitiamo comunque tutti i soci a fornire segnalazioni in proposito.
20/08 Prezzi minimi al dettaglio del Miele della Valtellina

Si è svolta ieri sera la riunione del Consiglio Direttivo dell'APAS - Associazione Produttori Apistici della provincia di Sondrio. Fra i diversi punti all'O.d.G. si è affrontato anche il tema dei prezzi minimi di vendita del Miele della Valtellina. Il Presidente ha presentato una propria proposta desunta dall'andamento delle produzioni locali e sentiti i prezzi praticati in altre analoghe realtà esterne alla nostra provincia. Il Consiglio ha approvato i prezzi MINIMI di vendita al dettaglio proposti rilevando però che la forbice fra il prezzo del miele di Rododendro e quello di Acacia è quest'anno troppo basso i relazione al divario di costi di produzione dei due mieli.
I prezzi minimi di vendita al dettaglio per il Miele della Valtellina, anno 2010 sono
Millefiori di montagna g. 500 Euro 4,50 g.1000 Euro 8,50
Millefiori di Alta montagna g. 500 Euro 6,00 g.1000 Euro 11,50
Acacia g. 500 Euro 5,50 g.1000 Euro 10,00
Castagno g. 500 Euro 5,50 g.1000 Euro 10,00
Tiglio g. 500 Euro 5,00 g.1000 Euro 9,50
Rododendro g. 500 Euro 7,00 g.1000 Euro 13,50


Reputiamo che scendere che commercializzare miele della Valtellina sotto tali prezzi vuol dire non tenere conto minimamente dei costi di produzione e del mercato, inoltre è eticamente scorretto nei confronti dei colleghi perché svilisce il Miele di qualità che con fatica e dedizione ogni anno gli apicoltori assicurano. Si ribadisce che quelli sopra riportati sono prezzi minimi al dettaglio. Ognuno può fissare il prezzo che reputa più opportuno sopra tali valori. Questi devono semplicemente costituire un riferimento per quei pochi che si stanno ancora destreggiando fra i prezzi. E' bene ricordare che una azienda, una volta fissato il prezzo di vendita del prodotto, non deve variarlo in funzione della quantità acquistata dal cliente; può eventualmente prevedere di fornire una parte del prodotto in omaggio per il corrispettivo del valore dello sconto che intende praticare. E' questo un atteggiamento più serio e generalmente utilizzato dalle ditte e dalla grande distribuzione: potete infatti trovate, ad esempio, anche forti sconti promozionali, come le offerte "3x2", ma si riferiscono sempre ad uno sconto "in prodotto" e mai, o quasi mai, in una diminuzione effettiva del prezzo.
19/08 Registro dei trattamenti

Presso la sede è in distribuzione il "Registro dei Trattamenti" personalizzato e vidimato dall'ASL. Raccomandiamo tutti gli associati che non ne hanno ancora fatto richiesta a segnalare la loro posizione. La tenuta di questo registro non è solo un obbligo di legge ma anche un importatnte contributo alla tracciabilità di tutto il processo produttivo. Questo è obiettivo importante perchè permetterà di distinguere nettamente e VALORIZZARE le produzioni di qualità dalle altre e fornire nuove e migliori garanzie al consumatore.
17/08 Alcune brevi considerazioni sulle produzioni conseguite nel 2010

Le fioriture primaverili sono state sacrificate da un tempo inclemente e quindi è stata scarsa se non assente la produzione di mieli di questo periodo. I pochi Mieli Millefiori "primaverili" prodotti presentano, in genere, una quantità di pollini di Myosotis ( Myosotis sylvatica - "Non ti scordar di me") e di Scilla (Scilla bifolia L.) abbastanza sopra le medie. La produzione di Miele monoflorale di Robinia -pseudo acacia, ovvero di "Miele di Acacia", è risultata sensibilmente ridotta rispetto lo scorso anno (in alcuni casi anche annullata). Una diminuzione della produzione determinata dalle condizioni meteo e poi da un intensa sciamatura. Le zone dove la fioritura è totalmente o parzialmente sfuggita alle piogge dei primi 15 giorni di maggio si sono potuti conseguire discreti risultati. I mieli di acacia prodotti localmente sono risultati con un colore paglierino più marcato del solito che farebbe supporre una certa presenza di tarassaco che però non si riscontra all'analisi organolettica. Il sapore è comunque un po' più pieno tanto da far supporre un apporto di Ailanto (Ailanthus altissima), almeno in certi casi. Generalmente, quest'anno, il profilo organolettico tipicamente chiaro e delicato nell'aroma del Miele uniflorale di robinia è stato modificato dalla presenza di una % leggermente troppo alta di un insieme di nettari di Rosaceae primaverili (Prunus, Pyrus, Malus), di Acero, di Trifoglio bianco e violetto, di Tarassaco, di Salice, di Silene.

Le zone più interessanti per la produzione del miele di Acacia sono state quelle orobiche della media Valle, la zona fra Tirano e Lovero, i tratti di sbocco delle valli retiche.

La fioritura del Castagno è stata rapida e poco produttiva per le condizioni meteo come ormai, da alcuni anni, sta divenendo una regola. Si sono salvate alcune zone di area orobica dove si è prodotto un po' di miele monoflorale di castagno, per altro di ottima qualità per l'assenza di melata; questo rende il prodotto più chiaro; è erroneo infatti pensare che un miele tipico di castagno debba per forza essere scuro, anzi. Spesso i mieli di castagno risultano di colore ambrato chiaro se sono puri e di nettare; è la melata della pianta stessa a renderli più scuri e meno amari.

Ottima la produzione di tiglio, soprattutto da Tirano a Grosio: rilevanti risultati sia sotto l'aspetto quantitativo che qualitativo. I mieli monoflorali sono così puri da risultare fin troppo carichi di profumo.

Risultate più discrete del previsto le fioriture d'alta montagna. Si segnala l'assenza di melata (sia di abete che di larice) che in alcune annate creano problemi all'apicoltore.

Il Millefiori d'Alta Montagna presenta in genere quest'anno, una più spiccata presenza del lampone (c'è anche chi ha prodotto del Miele monoflorale di Lampone). nella zona orobica si è registrato anche un sensibile aumento anche della presenza di Sanguisorba dodecandra negli spettri pollinici analizzati dalla Fondazione Fojanini. Della fioritura e del Miele monoflorale di Rododendro si è già riferito recentemente e si rinvia quindi alla news del 14.08.2010.
14/08 Spazio promozionale ed informativo sul miele della Valtellina nelle reti televisive della Lombardia.

Il Multiconsorzio "Valtellina: che gusto!" ha acquistato degli spazi televisivi promo-redazionali proposti da un importante network televisivo lombardo. La dott.ssa Alice Gaggi ha illustrato, negli spazi messi a nostra disposizione, le qualità e peculiarità dei mieli della Valtellina. Il Multiconsorzio sta divenendo una realtà sempre più attiva e di importanza strategica per la promozione delle produzioni locali
14/08 La produzione di Rododendro

Quest'anno erano molti i timori per la produzione del miele di Rododendro. In molte aree le piante si presentavano in "fase di scarico" ovvero con poche gemme a fiore. Poche le zone in alternanza positiva e tra queste il versante retico fra Baruffini e Grosotto ma non così la parallela Val Grosina, zona tradizionale e di elezione per questa pregiata produzione. La spessa coltre di neve presente in alta montagna ha ritardato notevolmente la fioritura del Rododendro e ha favorito la scalarità dell'induzione fiorale. Un aspetto di buon auspicio per chi temeva i ritorni di freddo in alta montagna che potevano danneggiare la preziosa fioritura come è successo lo scorso anno. Sfortunatamente questo slittamento temporale di 15 - 20 giorni non è risultato sufficiente per salvaguardare la fioritura, una nevicata e diverse grandinate e ritorni di freddo hanno reso difficile questa produzione. Il risultato complessivo però si è salvato per la forte scalarità delle fioriture che hanno permesso in ogni caso di conseguire una produzione media di 15 kg ad alveare con punte di 20-25 Kg.
Dal punto di vista qualitativo il miele di Rododendro si presenta, quest'anno, in modo abbastanza disforme dal nostro standard classico. Il colore da tenue paglierino è divenuto molto più rossiccio, pare per una presenza molto più consistente, quest'anno, di nettare di Epilobium. Il miele di Rododendro è generalmente non eccessivamente dolce e con gusto e sapore molto delicati e profumo quasi assente. Quest'anno invece si presenta con alcuni elementi non tipici anche in questi aspetti: alcune Composite di tipo T di alta montagna (Eracium, Senecium, Leocantemum ecc.) conferiscono una sfumatura ammoniacale. In genere si associa le Composite di tipo T a sapori animali ma in questo caso si rimane nel campo di sensazioni vegetali e floreali.
L'elemento che quest'anno marca di più il Rododendro sul fronte del gusto è probabilmente il Timo, nella sua varietà alpina di Thymus serpyllum L.. Questa pianta infatti produce un nettare di sapore forte ed intenso, leggermente piccante e con una nota animale che diviene molto marcata se da luogo a miele puro.
Da quasi tutte le zone classiche di produzione di Rododendro dell'Alta Valtellina (Val Viola, Valfurva, Val di Rezzalo, Val Grosina) vengono segnalati questi risultati. Non abbiamo ancora dati organici delle altre zone vocate della provincia ma, per quanto ci è stato segnalato, anche le altre zone di rododendro hanno dato produzioni analoghe in quantità e qualità.
13/08 Manifestazioni estive

L'APAS sta partecipando a diverse manifestazioni estive organizzate per la promozione dei prodotti locali. In particolare si segnala la nostra presenza a Livigno, a Sondrio il 10 agosto con "Calici di Stelle" e il 12 agosto in una degustazione guidata formaggio e miele realizzata con l'Associazione Degustibus nella sala "Le Volte".
26/07 Chi deve richiedere il Registro dei Trattamenti ?

Solo chi non commercializza il miele e tutta la sua produzione è destinata all'autoconsumo può evitare di adempiere a quanto previsto dalle diverse disposizioni sulla normativa dei prodotti alimentari.
Chi vende esclusivamente presso la propria azienda ha alcune agevolazioni tra le quali la possibilità di richiedere l'autorizzazione ad utilizzare locali adeguati (una cucina, ad esempio) destinandoli a laboratorio temporaneo per la smielatura.
Chi vuole vendere liberamente, ovvero sia direttamente che attraverso terzi, deve osservare scrupolosamente le normative delle preparazioni alimentari anche se queste sono a volte piuttosto rigide e farraginose.
Come obiettivo associativo, e quindi compito di assistenza tecnica, abbiamo quello di semplificare il più possibile gli adempimenti burocratici e fornire gli strumenti affinché chi intende operare in apicoltura lo possa fare nel rispetto delle norme e delle leggi ed invogliando ad uscire dal "sommerso" o a non entrarvi.
Il "sommerso" fornisce un senso di protezione legato all'apparente anonimato nel quale si opera. Vi ricordo che un vicino si può inventare un mal di pancia dopo aver degustato il vostro miele e mettere in crisi tutta la vostra attività, magari fatta con scrupolo ma senza aver adempiuto a tutti quei "passaggi" o "certificazioni" previsti. Ma se questa è una eventualità abbastanza remota ben più tangibili sono altri aspetti: sono infatti molti gli organismi di vigilanza che operano in ambito delle sostanze alimentari e i "Piani di controllo" prevedono analisi e prelievi che coinvolgono in modo stabile anche il miele. Il collega apicoltore è spesso un amico, ma a volte è anche un concorrente a cui, in alcuni casi o circostanze, non dispiace segnalare alle autorità eventuali vostre inadempienze alle quali chiede, in via "ufficiosa ed anonima", interventi sanzionatori nei vostri confronti. Operare nel sommerso inoltre rende anche più rischiosa economicamente la cessione di partite di prodotto, in quanto tale operazione non essendo ufficiale non può essere tutelata. Il miele e i prodotti dell'alveare della azienda "sommersa" devono per giunta essere venduti a prezzi inferiori del mercato.
Il nostro laboratorio di smielatura, ad esempio, è nato proprio nell'ottica di fornire strumenti per permettere ai soci di operare nella piena legalità, così come in tutti questi anni abbiamo realizzato, per i soci disponevano di un laboratorio autorizzato, manuali HCCP, corsi di aggiornamento sull'igiene delle preparazioni alimentari ecc.
Ora siamo impegnati nel Registro dei Trattamenti e nelle problematiche legate ai prodotti da utilizzare nella lotta contro la Varroa. Operiamo sempre con l'obiettivo di limitare i costi per gli apicoltori e di semplificare, nel limite del possibile, gli adempimenti anche per evitare che sussistano le tentazioni di utilizzare scorciatoie non consentite che potrebbero mettere a rischio l'immagine del nostro prodotto.
22/07 Gabbiette per blocco di covata

E' arrivata alla Cooperativa una nuova fornitura di gabbiette per il blocco di covata. Sono a disposizione dei RITARDATARI !!!
:-)
21/07 Tu insegni e Roberto ti aiuta

Roberto ha 37 anni ed attualmente è in stato di mobilita' lavorativa. Volendo diventare apicoltore, su nostro consiglio, ha frequentato un corso di apicoltura di base. Dato il periodo si è potuto iscrivere e frequentare quello organizzato dal CAPT e dall'Universita' di Torino. Roberto sta ora cercando un apicoltore presso cui poter lavorare gratuitamente per imparare sul campo - e non solo in teoria - a fare l'apicoltore.
Abitando in Brianza, gradirebbe la disponibilita' di un alloggio anche di fortuna; data la sua capacità di adattamento e si dichiara disponibile ad aiutare anche in altri lavori agricoli. Roberto può essere contattato al cell. 347 9223348
20/07 Trattamenti ESTIVI contro la Varroa: qualche consiglio

Il blocco di covata
Chi ha scelto il "blocco di covata" deve aver già provveduto ad ingabbiare le regine. Ora sta incominciando ad essere è un po' tardi per questa tecnica, ma la valutazione deve essere effettuata dall'apicoltore in funzione a diversi fattori (livello di sciamatura registrato, clima e microclima della zona, grado di infestazione apparente desunto dalla presenza di segnali di varroasi o di patologie collegate ecc.).

La lotta tradizionale (la "via chimica")
I prodotti a base di timolo
Si è ormai concluso il periodo di raccolta nel fondovalle e nelle prime pendici del versante retico, seguiranno poi le altre zone. Rimossi i melari è quindi tempo per gli interventi di profilassi contro la Varroa anche con la lotta chimica. E' bene tener presente alcune indicazioni.
E' opportuno impiegare APILIFEVAR® alla dose di una tavoletta ad alveare, divisa in quattro parti da porre fra favi e coprifavo (in posizione normale) e disposti vicino agli angoli dell'alveare. Si consigliano 5 applicazioni all'intervallo di 6 giorni. Se il caldo è ancora molto opprimente si può, due giorni prima di iniziare il ciclo di trattamenti, porre all'interno dell'alveare un piccolo pezzo di APILIFEVAR® per preparare la famiglia a questo odore. Sempre nel caso di caldo opprimente e alveari molto esposti al soleggiamento può essere opportuno sostituire i primi due trattamenti di APILIFEVAR® con una vaschetta di APIGUARD®. In questo caso il coprifavo deve essere girato perché quest'ultimo prodotto ha bisogno, per esplicare meglio la propria azione, di un certo spazio sovrastante i favi da saturare con i suoi vapori. In proposito ricordiamo che per entrambi i prodotti a base di timolo é necessario rimettere in posizione il cassettino antivarroa e le porticine, se queste sono state rimosse.
I trattamenti sopra consigliati, a base di timolo, provocano una specie di "stordimento" sulla varroa che tende a perdere la presa sull'ape cadendo quindi tramortita nel cassettino sottostante. Questi trattamenti però hanno una azione non trascurabile sulle api e sulla regina. Quest'ultima è così infastidita da questo forte odore da ridurre sempre più la deposizione arrivando quasi al "blocco di covata".
La capacità dei timoli di "abbattere" la Varroa è interessante ma non sempre sufficiente a ridurre in modo opportuno il numero dei parassiti presenti nell'alveare negli anni di forte infestazione.

I prodotti "sistemici"
Soprattutto nei casi di forte infestazione, viene proposto l'abbinamento ai timoli con un prodotto sistemico in strisce a lento rilascio. Il parziale blocco di covata indotto dai timoli, stana il parassita e lo obbliga a prolungare il suo soggiorno sulle api adulte. Queste hanno buona probabilità di sfregarsi contro la plastica impregnata di fluvalinate o di amitraz avvelenando così gli individui che sono attaccati ai loro peli. L'acido ossalico é un principio attivo con forte potere abbattente, ma ha purtroppo risulta attivo per un periodo limitato e quindi non adatto in questo caso nel quale si rende opportuno un rilascio più prolungato nel tempo.
Quest'anno abbiamo consigliato di utilizzare l'APIVAR® (p.a. amitraz) per rimanere in linea con le indicazioni della Regione Lombardia ma in alcuni casi si è già al terzo anno di impiego e quindi siamo in una situazione un po' al limite poiché sarebbe ottimale un cambio del p.a ogni due anni. Ma comunque è bene rispettare le indicazioni della Regione e soprattutto è opportuno muoversi in modo congiunto fra gli apicoltori affinché nel medesimo territorio non si utilizzino contemporaneamente le due molecole attive ma le si alternino negli anni in modo coordinato. Utilizzare APIVAR o APISTAN per più anni di tre anni di seguito li rende inefficaci e quindi inutili.
E' consigliabile inserire le strisce di APIVAR quando si effettua il secondo o, meglio, il terzo trattamento con l'APILIFEVAR ovvero quando la covata si è già sensibilmente ridotta e quindi è aumentata la percentuale di Varroe sulle api adulte. Questo prodotto contribuisce ad intercettare un maggior numero di parassiti riducendo così la percentuale di quelli che tenteranno di affollare le poche celle di covata.
L'APIVAR viene propolizzato rapidamente da parte delle api che cercano di limitare il rilascio del prodotto che le infastidisce. E' quindi opportuno che l'apicoltore, con una certa frequenza, rimuova il propoli per ridare efficacia alle strisce. Ovviamente utilizzando tutte le precauzioni del caso a difesa della propria salute.
Da più parti viene segnalata l'opportunità di lasciare le strisce di APIVAR nell'alveare per un tempo maggiore di quanto indicato nelle confezioni. Alcuni apicoltori prolungano questo trattamento fino al momento dell'impiego dell'ossalico gocciolato (metà - fine novembre) per proteggere l'alveare dalle reinfestazioni autunnali altri invece rimuovono le strisce a fine settembre, quando riprendono le covate, per poi ridarle all'alveare in inverno.

L'alimentazione
Si ricorda che i ricercatori segnalano un aumento significativo di efficacia dei trattamenti estivi se in contemporanea si propone alle api una nutrizione. Ovviamente parliamo di sciroppi zuccherini perché in questo momento il miele, oltre ad essere un potenziale veicolo di patologie apistiche, è un potente istigatore al saccheggio. Le nutrizioni stimolanti "svegliano" le api quiescenti nelle "barbe" estive dando così a loro più occasione di entrare in contatto con i prodotti antivarroa.

Alcune note di chiusura su questo protocollo
L'abbinamento dei prodotti a base di timolo con un "sistemico" è stato da noi sperimentato e proposto nel 2007 permettendo all'apicoltura valtellinese di riscontrare una perdita di alveari fra le più basse in Italia. Negli anni successivi questo protocollo è stato adottato da molte altre realtà: dal Friuli alla Marche ed ora è fra i più diffusi. Il costo però non è indifferente; l'impiego dell'APIVAR, divenuto nel frattempo farmaco veterinario implica la ricettazione e la registrazione nel "REGISTRO dei TRATTAMENTI" rendendo complesso il suo utilizzo anche dal punto di vista amministrativo - burocratico. Ambito nel quale è intervenuta la nostra Associazione per favorire i propri soci.
19/07 Un altro successo sportivo per Alice

Il nostro tecnico Alice Gaggi è, come noto, anche un atleta di notevole livello specializzata in gare di corsa in montagna. Ieri, su un tracciato che si sviluppava sulle pendici che sovrastano Trento, in una delle principali gare che si svolgono in Italia, ha conseguito il 7° posto assoluto ed il 6° miglior piazzamento italiano. Complimenti !!!
19/07 Corso di I livello per Assaggiatori di Miele

L'Associazione Produttori Apistici della Provincia di Brescia, in collaborazione con AMI (Ambasciatori dei mieli),organizza un corso di introduzione all'analisi sensoriale del miele. Gli incontri si svolgeranno in due fine settimana per le intere giornate del 9, 10, 16 e 17 ottobre, orario 9-13 e 14,30-18,00, per un totale di 30 ore.
Docente del corso sarà la Dott.ssa Lucia Piana. Il costo di iscrizione e di Euro 140,00. Per informazioni corso ci si può rivolgere all'Associazione Produttori Apistici della Provincia di Brescia Via Lottieri 10 (www.apibrescia.it, info@apibrescia.it, tel 0303540191, cell 330386181 Claudio)
18/07 Concorso "Grandi Mieli d'italia - Giulio Piana"

Questo concorso è un importante punto di riferimento per l'apicoltura italiana e giunge quest'anno alla sua 30^ edizione. Un traguardo che dimostra il suo radicamento ed importanza. Nella sezione "I Progetti" e quindi "informazione" si può trovare il regolamento e tutte le informazioni relative all'edizione 2010. Si sottolinea che i mieli che si intendono presentare al concorso devono giungere alla segreteria di Castel S.Pietro Terme entro il 31 agosto.
17/07 Aggiornamento

Nella sezione "I Progetti" un'area specifica è dedicata alla Varroa. In tale spazio abbiamo inserito la documentazione legata alle novità di quest'anno in merito ai piani di lotta a questo parassita e discussi con il veterinario dott. Fabio Orsi nell'incontro del 2 luglio 2010.
In particolare si può prendere visione della circolare della DG Sanità della Regione in merito alle azioni di contrasto alla Varroa e la documentazione relativa all'API BIOXAL
12/07 Smielatura

Sta per riprendere le attività il laboratorio di smielatura. Gli apicoltori che intendono utilizzare tale Servizio sono invitati a prenotarsi telefonando alla dott.ssa Alice Gaggi al n. 0342-21.33.51
08/07 Registro dei Trattamenti

Nella sezione "I Progetti" si trova la cartella con la documentazione relativa al Registro dei Trattamenti. Ricordiamo che ogni azienda apistica deve avere obbligatoriamente tale registro vidimato dall'ASL e la compilazione è obbligatoria. . La richiesta del rilascio del Registro può essere fatta direttamente all'ASL. I soci possono avvalersi del tecnico dott.ssa Alice Gaggi, sia per la richiesta che per eventuali ulteriori delucidazioni sulla compilazione e tenuta del Registro.
07/07 Per aderire alla sperimentazione con "API BIOXAL"

Per aderire alla sperimentazione del farmaco veterinario "Api-Bioxal", preparato a base di acido ossalico, si invitano i soci a scaricare dal nostro sito nella sezione I progetti il documento "Modello B per il consenso informato alla sperimentazione con Api Bioxal" (http://www.apicoltori.so.it/files/progetti/fc48fbf4f65e3952f74b38ef9d60f7f5.pdf)
compilarlo, aggiungendo il numero di alveari posseduti e inviarlo al nostro tecnico dott.ssa Alice Gaggi. Provvederemo agli altri adempimenti previsti (certificati veterinari, modulistica di adesione, comunicazioni agli organismi di controllo ...) ed ovviamente ordine del medicinale veterinario.
Invitiamo quindi gli apicoltori interessati ad utilizzare l'API BIOXAL a inviare il "modello B" entro martedì 13 luglio.
06/07 Riunione di Venerdì 2 luglio

Venerdì 2 luglio si è svolto presso la sala Conferenze della Comunità Montana Valtellina di Sondrio l'incontro dal titolo "Fermiamo la Varroa nei nostri alveari". La riunione è stata particolarmente seguita ed interessante. Il Presidente Giampaolo Palmieri ha fatto il punto della situazione circa i dati in nostro possesso circa il livello di infestazione della Varroa e sullo stato dell'arte circa i protocolli di intervento. Palmieri, in questo contesto, ha ribadito che il miglior criterio di intervento è quello che si avvale di tecniche apistiche quali il "Blocco di covata". Una tecnica introdotta alcuni anni fa in Valtellina da Marco Moretti e, grazie al suo esempio, sempre più diffusa. E' seguito l'intervento del veterinario dell'ASL, responsabile del settore apistico, dott. Fabio Orsi che ha ben focalizzato le novità normative. In particolare è stato illustrato il "Registro dei Trattamenti" e le modalità di adesione alla sperimentazione per il nuovo preparato farmaceutico "Api Bioxal". Il dott. Orsi ha spiegato anche i motivi che hanno portato al divieto dell'utilizzo dell'acido ossalico e le posizioni assunte in merito dalla Regione Lombardia per evitare o procrastinare questo divieto. L'attuale sperimentazione, pur non essendo il risultato sperato, permette comunque di avvalersi ancora del prezioso acido ossalico. Grazie ad una proficua collaborazione fra APAS e Servizio Veterinario sono state concordate le procedure per semplificare le procedure per aderire alla sperimentazione sopracitata e per l'utilizzo dei prodotti farmaceutici necessari. L'APAS si farà carico di tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici e, tramite la Cooperativa, provvederà alla ricettazione per i propri soci. In questo modo si intende evitare una spesa che può avere una forte incidenza e nel contempo dar modo ai propri associati di operare nel pieno rispetto delle normative.
OPERARE IN MODO DISFORME DALLA NORME (magari per risparmiare in definitiva pochi Euro) E' SEMPRE PERICOLOSO !!!
 
nereal.com . 05|10