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 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


07/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2017

Rilevazioni di Marco Moretti

01 dicembre Kg 30,00 -0,10
06 dicembre Kg 29,80 -0,20
10 dicembre Kg 29,70 -0,10
06/12 CHIUSURA UFFICI

Si avvisa che venerdì 8 e sabato 9 dicembre gli uffici dell'APAS e della Cooperativa rimarranno chiusi. Buon ponte a tutti!
03/12 Nota tecnica

Alle ore 8:40 di oggi la temperatura registrata nella stazione meteorologica "Meteo Piateda" è stata di -5,3. Sono temperature che ci riportano alla "normalità" dell'inverno in Valtellina. Sono temperature che le api, in famiglie sufficientemente consistenti e disponendosi in glomere, sopportano tranquillamente. Gli apicoltori devono avere però alcuni accorgimenti nel preparare gli alveari nell'affrontare le temperature rigide. La formazione a glomere permette alle api che il calore prodotto nel suo "cuore caldo" abbia una dispersione minima, permette inoltre che le api dello strato più esterno, a turno, ne possano beneficiare. Un po' di dispersione però è inevitabile e gli apicoltori avranno notato come, dopo pochi giorni da una nevicata, nella parte centrale dei tettucci la neve risulta sciolta e ne rimanga solo un po' disposta a corona esterna. E' questa una sorta di impronta termica che indica dove si trova il sottostante glomere. Se questo è un segnale felice perché ci annuncia, in pieno inverno, che nelle arnie abbiamo famiglie vive e forti, deve, nel contempo, costituire un elemento di sprono per migliorare la coibentazione ed impedire questa dispersione di calore: fattore che implica un maggior lavoro per le api e un maggior consumo delle scorte.
I punti deboli
La dispersione del calore avviene essenzialmente dal coprifavo ed in parte minore ai lati tramite il diaframma. Ininfluente il fondo e il lato sud e nord.
Il coprifavo
E' la vera chiave di volta della protezione dal freddo delle api. C'è chi usa la segature che è un ottimo coibente, è naturale, permette di ricavare in modo semplice il vano per il candito. Alcuni vecchi apicoltori usavano giornali ripiegati da alloggiare nei coprifavi: hanno anche loro buon potere coibente ma sono più suscettibili di assorbire e trattenere umidità. Negli ultimi vent'anni si sono moltiplicati i prodotti per la coibentazioni delle case ed è in questo ambito che in genere gli apicoltori trovano fonte di ispirazione: poliuretani espansi, polistirene estruso, tappeti isolanti per pavimenti, fogli di lana di vetro ecc. C'è insomma da sbizzarrirsi per la scelta del materiale rimane però il nodo della nutrizione da effettuare nel coprifavo. Alcuni preferiscono porre il candito a contatto dei favi e girare il coprifavo. Il candito rimane così più caldo, l'accesso del glomere alla fonte alimentare è più diretto e l'impasto si giova dell'umidità naturale del nido per rimanere morbido. Il limite di questo metodo è che rimane un po' più complessa la coibentazione del nido (le api non accettano tutti i materiali e questi devono, inoltre, essere flessibili per avvolgere il pacco di candito e coprire i favi senza lasciare spazi vuoti) e soprattutto il controllo del consumo diventa complicato e comunque obbliga all'apertura della famiglia. Più semplice quindi alimentare da sopra il coprifavo ma è bene rimuovere o sostituire il sacco o la scatola del candito appena è stata svuotata: non ci devono essere correnti determinate "dall'effetto camino" ovvero il richiamare area fredda dal basso perché questa investirebbe inevitabilmente ed in modo pericoloso il glomere.
Ai lati
Se la famiglia è stata ristretta a pochi favi in genere viene posta nella posizione centrale fra due diaframmi. Una volta si usavano quelli di legno. Gli apicoltori anziani più pignoli ponevano negli spazi vuoti carta di giornale appallottolata ma era spesso un rimedio che creava più danni che altro perché assorbiva e tratteneva umidità. Ora gli apicoltori usano in genere lastre di polistirolo espanso o analoghi prodotti studiati per l'edilizia e venduti in lastre rigide. Sul lato nord la protezione della parete in legno è sufficiente anche perché il glomere raramente vi si posiziona nei pressi. Nel lato sud, ovvero quello della porticina d'ingresso, è opportuno che non si coibenti perché le api devono sentire con rapidità il calore del sole per poter scegliere con prontezza il momento in cui effettuare i voli di purificazione (defecazione invernale).
Sotto
La presenza o meno del cassettino è relativamente ininfluente sulla temperatura interna dell'arnia, al più limita gli effetti di folate di vento e riduce la risalita di umidità dal terreno. In realtà le arnie a fondo a rete hanno migliorato la situazione degli alveari perché ora è molto meno problematica e consistente la presenza di umidità da condensazione.

ed infine si ricorda la massima dei nostri nonni
"Le api vogliono la testa calda e i piedi freddi"
:-))
01/12 Classifica dei premiati nel 5° Concorso Grandi Mieli Lombardia

Nella sezione "I Progetti" e quindi "Informazione" è disponibile l'elenco dei premiati nel concorso Grandi Mieli della Lombardia" manifestazione giunta quest'anno alla sua 5^ edizione.
27/11 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di NOVEMBRE 2017

Rilevazioni di Marco Moretti

07 novembre Kg 30,70 -0,10
11 novembre Kg 30,60 -0,10
16 novembre Kg 30,50 -0,10
21 novembre Kg 30,40 -0,10
26 novembre Kg 30,10 -0,30
22/11 Roberto Cerri e il miele bio

Renato Ciaponi è molto conosciuto in Valtellina perché ha sempre seguito con passione il mondo agroalimentare locale. Da diversi anni pubblica nel suo blog appunti ed osservazioni acute ed interessanti sui prodotti tipici e sulle persone che con il loro impegno li rendono pregiati.
L'ultimo articolo è dedicato al Miele biologico attraverso ad una intervista a Roberto Cerri, nostro socio e collega di Talamona.
L'articolo al seguente indirizzo:
http://www.ilgustodelgusto.it/l/roberto-apicoltore-biologico/
15/11 Trattamento invernale contro la Varroa

E' stata diramata dal nostro Servizio di Assistenza Tecnica l'indicazione relativa al trattamento invernale contro la Varroa. Nei messaggi SMS e whatsApp è stato comunicato che, considerato le condizioni meteorologiche, possono essere effettuati i trattamenti con Apibioxal. Si invitano gli associati a fornire informazioni circa le cadute registrate
14/11 Attenzione

Come era previsto è giunto un repentino abbassamento termico. In verità era previsto anche vento ma personalmente mi aspettavo molto più contenuto mentre in vece si sono registrate anche raffiche a 70 km/h e... qualche coperchio, non ben affrancato, delle arnie in polistirolo è volato. E' quindi importante, chi non l'ha già fatto, controllare che il vento non abbia fatto danni nel proprio apiario.
12/11 Nota tecnica

La situazione Varroa
Puntuali a novembre arrivano le prime segnalazioni di perdite di alveari. Da quanto abbiamo potuto accertare, e dai sintomi segnalati, la causa è, inequivocabilmente, da ascrivere alla Varroa destructor. Non abbiamo dati certi, però la sensazione è che la presenza di questo terribile parassita negli alveari sia, quest'anno, maggiore rispetto agli ultimi due anni. Chi ha recentemente effettuato il trattamento invernale con Apibioxal parla, almeno in alcuni casi, di cadute molto importanti, nell'ordine di alcune centinaia di individui ad alveare. Non manca anche chi segnala cassettini rossi di parassiti, così innumerevoli da far rinunciare anche alla conta più sommaria. Parlando con diversi apicoltori quest'estate ci è sembrato di notare un certo abbassamento della guardia nei confronti di questo parassita (che effettivamente dava il segnale di una bassa presenza). Come però più volte segnalato da questo sito e nelle riunioni apposite organizzate i protocolli di contrasto della Varroa devono essere effettuati a calendario perché indipendentemente dai test effettuati e dalla sua minore o maggiore presenza questa è sempre pericolosamente letale per le famiglie, sia per l'azione diretta che per la sua capacità di essere vettore di virosi e comunque di minare il sistema immunitario dell'alveare.
In agosto e in settembre abbiamo avuto un minor calo delle covate e quindi gli acari hanno avuto buona possibilità di riproduzione. E' questo in un lasso di tempo dove l'apicoltore in genere si sente tranquillo perché teoricamente con il blocco della covata (e con i conseguenti trattamenti) considera gli alveari come "ripuliti" dal parassita. Non ho la certezza scientifica ma è facile supporre che questo sia il periodo di tempo più consono e congeniale alla Varroa per diffondersi da alveare ad alveare, da apiario ad apiario. In agosto, settembre ed ottobre, nei nostri territori, non ci sono fonti nettarifere produttive, anzi spesso non sono neppure sufficienti per il sostentamento delle famiglie. Le scorte vengono intaccate più o meno significativamente in funzione dell'andamento meteorologico e floristico dell'anno. In queste condizioni le api sono portate ad "arrotondare" l'onesta raccolta di nettare con azioni di pirateria (saccheggi più o meno striscianti, spesso anche semplici ed individuali incursioni in altri alveari). I ricercatori tedeschi hanno determinato che in questo modo si arriva (e si superano) anche i 100 ingressi giornalieri di Varroa. Un'interessante ricerca effettuata tre anni fa dalla Fondazione Fojanini, condotta da il p.a. Ivano Fojanini, per conto di un progetto dell'Università di Milano ha comprovato tutto ciò. La ricerca prevedeva più trattamenti di abbattimento ad intervalli di una settimana in alveari privati di covata e dove erano allocate più strisce impregnate di principi attivi diversi. In questo modo si voleva essere sicuri di intercettare ed abbattere tutti i parassiti. Le cadute rilevate sono state straordinariamente alte raggiungendo tranquillamente numeri a tre cifre.
Quale lezione?
1. Bisogna eseguire i trattamenti a calendario indipendentemente dalle prove effettuate sulla consistenza della presenza della Varroa.
2. I protocolli devono essere eseguiti come previsto dalla letteratura e consigliato dai tecnici, senza effettuare improvvide varianti o riduzioni.
3. Usare solo prodotti consentiti e non preparati alchemici strani, letti su internet o consigliati da amici apicoltori. I prodotti chimici fai da te (ed ancor più quelli erboristici) spesso non sono titolati e il loro dosaggio può risultare empirico e dannoso (anche per l'operatore). La cera poi facilmente ne trattiene una parte, si inquina e, trattamento dopo trattamento, accumula molecole pericolose anche per la covata e per il miele.
4. Bisogna collaborare con gli apicoltori vicini per coordinare gli interventi contro la Varroa e per essere sicuri che questi non siano trascurati e non divengano potenziali fonte di infestazione per i propri alveari.
5. Avere un buon controllo del territorio limitrofo alle proprie postazioni per individuare anche gli apiari abbandonati o semi-abbandonati e sciami selvatici.
6. Nell'incertezza o in presenza di una situazione apistica degradata adottare protocolli adeguati contattando il nostro servizio di Assistenza tecnica.
07/11 Aggiornamento

Nella sezione dicono di noi articolo di Clara Castoldi pubblicato a pag 8 di "La Provincia" del 7 novembre 2017
02/11 Nota tecnica

L'amico Daniele Besomi propone alcune interessanti osservazioni e considerazione per la zona di Lugano che di seguito riportiamo:
Qui diversi apicoltori segnalano riprese della covata da parte di famiglie che avevano smesso. Ci sono segnali fenologici preoccupanti: per esempio è fiorito il nespolo giapponese, che di solito fiorisce verso natale. I noccioli hanno gemme molto gonfie, probabilmente aspettano solo due gocce d'acqua. Dovrei controllare l'ontano, anche lui suscettibile di fioritura precocissima. Dovessero partire i noccioli sarebbe un bel casino … Io i trattamenti li ho fatti e vado tranquillo, ma chi aspetta dicembre e non potrà più controllare cosa c'è nelle casse farà i trattamenti alla cieca. Era successo lo stesso 2 anni fa, ed è stata un'ecatombe l'autunno successivo.
La pioggia è prevista da sabato notte (4 novembre) a lunedì mattina (6 novembre), poi effettivamente se le temperature risulteranno ancora superiori alla media di stagione alcune piante potranno essere indotte a fioriture fuori tempo e diverse regine potrebbero riprendere la deposizione della covata. E' un fenomeno successo anche in alcune zone della Valtellina nel dicembre di due anni fa e ripetuto più limitatamente lo scorso anno. Purtroppo l'apicoltura è l'attività più complessa e difficile che troviamo in ambito agricolo perché è la più dipendente dalle situazioni climatiche e meteorologiche sia per l'aspetto della produzione che per quello della conduzione degli alveari. Se si presenteranno con sempre maggior frequenza inverni particolarmente miti bisognerà adeguare le tecniche di conduzione o, come ha più volte rilevato l'amico Marco Moretti, l'impostazione genetica dei propri allevamenti.
La scelta del momento ottimale per il trattamento invernale rimane quindi, come già più volte ribadito, schiacciata fra il rischio della re-infestazione (se viene effettuata in modo troppo anticipato) e quella dell'inefficacia (se è presente della covata). Stretti in questo dubbio amletico possiamo formulare il nostro consiglio tecnico solo sulla scorta dell'esperienza passata, per la zona di Sondrio (e realtà con altitudine e clima analoghe): proponiamo il trattamento con APIBIOXAL gocciolato nella terza decade di novembre e chiediamo di verificare contestualmente l'eventuale presenza di covata. In questo deprecabile caso si dovrà prevedere un ulteriore trattamento in gennaio con un sublimato o con azioni che verranno concordate con i nostri tecnici.
31/10 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di OTTOBRE 2017

Rilevazioni di Marco Moretti

02 ottobre Kg 32,00 +1,30 candito
07 ottobre Kg 31,80 -0,20
11 ottobre Kg 31,50 -0,30
16 ottobre Kg 31,50 -0,00
22 ottobre Kg 31,20 -0,30
26 ottobre Kg 31,20 -0,00
31 ottobre Kg 30,80 -0,40
30/10 Nota tecnica

Ci giungono molte segnalazioni di covate chiuse ovvero di famiglie in blocco di covata, fra questi anche amici del Comasco. Con gli alveari in questo stato si può fare già il trattamento con Apibioxal (p.a Acido Ossalico), si ha il vantaggio che le temperature sono ancora alte e la "bagnatura" del gocciolato avrebbe un impatto minore ma soprattutto abbiamo già visto che con i recenti inverni miti le regine sono capaci di riprendere la deposizione in pieno inverno e quindi il tempo utile per il trattamento può risultare anche maledettamente breve e sfumarci fra le dita. Eppure…
Per questo weekend erano previsti venti freddi e un forte abbassamento delle temperature. Abbiamo avuto invece il Föhn, quello strano vento caldo che da un tocco di primavera trascinando e giocando con le foglie autunnali. Nonostante il vento le api erano fuori, sul territorio, visitavano i fiori nei giardini, si affollavano sul nespolo, sul rarissimo corbezzolo. Ma queste poche fonti non soddisfano certo le esigenze delle famiglie e quindi vediamo api in perlustrazione ovunque, in spasmodica ricerca. Provate a lasciare del miele sul davanzale della vostra casa e vi stupirete della velocità con cui questo "tesoro" viene ora scoperto dalle api. La mancanza di nettare, e quindi di lavoro, la presenza di alcune famiglie un po' più deboli fa è un occasione che fa… l'APE LADRA Quindi parte dell'attività che vediamo in apiario in questo periodo è determinato da loro, dalle api ladre, dal saccheggio strisciante od "occulto". Le api ladre appartengono spesso alle famiglie più forti che, proprio per questa attività presentano poi un numero di Varroa da re-infestazione elevate.
In conclusione: finché si nota ancora una discreta attività degli alveari il pericolo di reifestazione è alto e quindi, nel limite del possibile, è opportuno rinviare il trattamento con Apibioxal a quando il freddo riduce l'attività degli alveari e, con essa, le possibilità di reinfestazione.
24/10 ANAGRAFE APISTICA

Si ricorda che dall'uno novembre al 31 dicembre 2017 si aprirà il censimento annuale del patrimonio apistico, l'anagrafe apistica.
Tutti gli apicoltori (amatoriali o professionisti) devono essere registrati nella Banca Dati Apistica nazionale (BDA) dichiarando apiari ed alveari detenuti unitamente alla loro collocazione. Presso ogni apiario deve essere apposto un cartello identificativo, contenente il riferimento al Decreto di istituzione dell'anagrafe apistica nazionale ed il codice identificativo univoco rilasciato ad ogni proprietario di apiari.
Per chi è già registrato in anagrafe occorrerà semplicemente aggiornare il numero degli alveari posseduti e le postazioni dell'apiario.
Gli apicoltori che hanno delegato le ATS per svolgere questa funzione dovranno rivolgersi agli uffici competenti del distretto veterinario, mentre chi ha delegato l'Associazione, deve rivolgersi ai nostri uffici.
Per evitare sovraffollamento presso gli uffici APAS (siete in tanti!!!) e quindi possibili disservizi, verrete contattati singolarmente. Una volta stabilito il periodo in cui potrete effettuare la denuncia, dovrete recarvi presso gli uffici muniti di codice apicoltore (il vostro codice identificativo) ed eventuali coordinate geografiche delle nuove postazioni.
Gli apicoltori residenti in Valchiavenna potranno rivolgersi alla filiale della Cooperativa API SONDRIO in Via Bertacchi, 2 a Prata Camportaccio.
Siamo certi della vostra collaborazione!
22/10 Api e protezione civile

La luce del frontalino illumina la scatola di plastica trasparente completamente vuota di candito. Dentro ci sono diverse api dai movimenti rallentati per il sonno e per le temperature notturne più basse. Tolgo quella vuota e la sostituisco con una piena di candito fresco. Con pochi colpi decisi, scuoto quelle che sono rimaste all'interno della scatola vuota. Le api si ritrovano così sul predellino dell'alveare, si riscuotono dal torpore e con passo assonato si dirigono verso la porticina dell'arnia. Per un mio movimento poco accorto qualcuna è caduta per terra.
Completato il controllo dei consumi in tutto l'apiario dò anche un'occhiata alle porticine che per orario e clima dovrebbero essere vuote. Nell'alveare dove ho rinnovato il candito non tutte le api sono rientrate: quattro o cinque sono nei pressi dell'entrata e puntano l'addome a 45°, hanno la ghiandola di Nasenov aperta, e richiamano le sei o sette api che vagano per il terreno sottostante. Sanno o comunque "sentono" che le loro sorelle sono ancora vive ma disperse e quindi, anche se sono assonnate e rallentate, provvedono ad attuare il "protocollo" di segnalazione per richiamare le api in difficoltà.
20/10 Nota tecnica

Situazione meteo
Questo ottobre, caldo ed asciutto trova un momento di discontinuità domenica 22 per il transito di una perturbazione atlantica che potrà portare, in diverse località della Regione ma in particolare nel Pavese, piogge deboli. Schiarite nel pomeriggio-sera. poi dovrebbe ritornare il clima di questi giorni.
Situazione Varroa
Come già detto in altri comunicati, le covate si stanno riducendo sempre più e diversi alveari, anche nel fondovalle, sono già in blocco. La Varroa è comunque molto presente nell'ambiente e la re-infestazione è molto alta specie in alcune zone dove sono presenti apiari non ben trattati. Chi ha utilizzato per il trattamento estivo le strisce di APIVAR (o di APITRAZ) consigliamo di rimetterle negli alveari. Chi ha effettuato trattamenti estivi con altri protocolli proponiamo di verificare le cadute di parassiti con trattamenti con lo zucchero a velo (verifica questa da effettuare con un congruente numero di alveari perché poco precisa e quindi solo indicativa). Chiediamo cortesemente di segnalare le vostre osservazioni e cadute di Varroe ai tecnici dell'APAS.
Invernamento
Il mese di ottobre a dato la possibilità di effettuare con comodità le operazioni di invernamento ed in particolare a ridurre i nidi togliendo i favi eccedenti. In questo periodo le popolazioni si sono ridotte ed in genere le famiglie non riescono a coprire tutti i favi che dispongono nel nido. Quelli che rimarrebbero all'esterno del glomere rimarrebbero freddi e di fatto costituirebbero un enorme superficie di condensazione per l'umidità interna dell'alveare. Le operazioni di invernamento quindi sono quell'insieme di azioni volte ad obbligare le api a concentrare il miele nelle "corone" dei favi centrali svuotando i favi vecchi che sono stati sistemati lateralmente per essere poi rimossi.
Coibentazione
Con la preparazione all'inverno è opportuno anche provvedere a riparare da freddo gli alveari ricordando la massima "L'ape vuole testa calda e piedi freddi" quindi è opportuno intervenire soprattutto nell'area coprifavo - tetto e possibilmente astenersi da porre alcunché nel lato sud, perché le api devono assaporare il tepore del pallido sole invernale.
16/10 Nota tecnica

La riduzione o la chiusura delle covate piuttosto rapida ha portato ad una presenza massiccia di parassiti in fase foretica e sono quindi aumentate le cadute nei cassettini.
Un alto numero di Varroa in fase foretica provoca una più alta presenza di parassiti nell'ambiente e quindi rende più facile una reinfestazione degli alveari. Questa, in determinate situazioni, può essere anche particolarmente forte.
In caso di riscontro di una significativa caduta di Varroa è opportuno proteggere le famiglie con Apivar. Tale soluzione permette di non anticipare il trattamento invernale e di riservare l'impiego dell'Api-Bioxal alla "pulizia finale", ovvero quando cessa il rischio di reifestazione.
La data ottimale per quest'ultimo trattamento (effettuato in genere in forma di gocciolato) dipende dalla zona dell'apiario (quota, versante, esposizione ecc.) e dalle condizioni climatiche. Negli ultimi due anni, nella zona di Sondrio, si sono verificate delle strane anomalie: gli alveari sono entrati in blocco ai primi di novembre ma hanno poi ripreso in dicembre e ritornati in blocco a gennaio.
Per questa zona manteniamo quindi le indicazioni fornite negli anni passati di effettuare il trattamento con il gocciolato intorno nella 3^ decade di novembre (20-30 novembre)
13/10 Finanziamenti alle aziende apistiche

Al Piano annuale per la concessione dei contributi nel settore delle produzioni apistiche - campagna 2017/2018 approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 7110 del 25-09-2017 è seguito il Decreto n. 12285 del 10-10-2017 dell'OPR - Organismo Pagatore Regionale che approva i termini di presentazione delle domande e il manuale delle procedure, dei controlli e delle sanzioni.
Tale documentazione di riferimento è disponibile nella sezione "I Progetti" e quindi Normativa: Applicazione del Reg CE aiuti al Settore Apistico

In sintesi si ricorda che:

Per accedere ai contributi sarà possibile informatizzare la domanda a SISCO a partire dal 1° novembre 2017 fino al 19 gennaio 2018.

Il Piano annuale, prevede finanziamenti per le aziende apistiche le seguenti attività:

• acquisto arnie con fondo a rete;
• acquisto attrezzature per l'esercizio del nomadismo.

Le Aziende beneficiarie devono tener presente delle seguenti scadenze :
entro il 19 gennaio 2018 la domanda informatizzata sul modello elettronico SISCO;
entro il 29 giugno 2018 la domanda di pagamento attraverso il sistema telematico SISCO con la rendicontazione delle spese sostenute.

Sono obbligatori:
• Partita IVA;
• Apertura/aggiornamento del fascicolo aziendale (la costituzione e l'aggiornamento del fascicolo aziendale sono di esclusiva competenza dei CAA) ;
• Registrazione in Banca Dati Apistica del numero di alveari posseduti in riferimento al censimento 2017;
• Codice allevamento rilasciato dall'ASL competente.

Il Manuale OPR sarà pubblicato sul BURL Serie Ordinaria n. 42 del 16/10/2017 e tutta la documentazione, oltre al nostro sito sarà disponibile ovviamente sul portale WEB della Regione Lombardia all'indirizzo www.opr.regione.lombardia.it
La Regione Lombardia ha istituito anche un call center a supporto degli operatori dei CAA per istruire le pratiche di richiesta di contributo
12/10 Alice Gaggi é Campione Mondiale !!!!

In nostro ex tecnico apistico Alice Gaggi ha lasciato l'apicoltura per potersi dedicare all'attività sportiva dato dato che è un'autentica fuoriclasse della Corsa in Montagna. In questi anni ha inanellato grandi vittorie a livello nazionale ed mondiale. Torna ora ancora sul podio mondiale e .... sul gradino più alto!!
COMPLIMENTI ALICE !!!!
http://giornaledisondrio.it/notizie-attualita-sondrio-valtellina/alice-gaggi-vince-la-coppa-del-mondo-corsa-montagna/
 
nereal.com . 05|17