Homepage
  Chi siamo
  Il sogno
  Gli obiettivi
  Il miele
  I nostri servizi
  Associarsi
  I Corsi
  Novità
  La rivista
  La Cooperativa
  Il Consorzio
  I Progetti
  Dicono di noi
  Appuntamenti
  Fotografie
  Dove siamo
  Contattaci
  Link
  Miele.so.it
  Storia
  Pubblicazioni
  Libri
  Bacheca
 
 
 Novità  
In questa sezione potete trovare le novità e comunicazioni degli ultimi due mesi che riguardano la vita dell'Associazione:


04/12 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di DICEMBRE 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

02 dicembre Kg 27,40 -0,00
03/12 Denuncia di possesso alveari - ultimi giorni

Sì ricorda che c'è tempo fino al 31/12/16 per la denuncia degli alveari. Chi non ha delegato l'APAS per l'aggiornamento, deve provvedere autonomamente rivolgendosi all'ATS della Montagna. Non aspettate gli ultimi giorni, o a causa delle festività di dicembre, rischiate di non essere registrati in tempo.. Negli ultimi giorni poi questi sistemi risultano sovraccarichi e i terminali rallentano enormemente.
Chi invece ha delegato l'APAS è pregato di recarsi in sede ENTRO il 10 dicembre.

Da quest'anno le multe per chi non effettua la denuncia alveari saranno più salate; si rischiano dai 1000 ai 4000 euro di multa! Affrettatevi!
30/11 Diffusione della Varroa

I parassiti presenti nelle famiglie tendono naturalmente, ad un certo punto, a diffondersi nell'ambiente, ovvero in altri alveari e anche in altri apiari. Cercano cioè nuove possibilità di ricovero e nuove occasioni per riprodursi e prosperare.
I vettori
Tale diffusione avviene tramite il trasporto passivo sul dorso delle api nei loro voli all'esterno dell'alveare. Il fenomeno è particolarmente rilevante in estate ed inizio autunno, quando le covate diminuiscono di estensione, o addirittura volgono al termine, e, conseguentemente, aumenta considerevolmente il numero delle Varroe in fase foretica. Sono le api adulte, le bottinatrici che escono dal nido che vengono utilizzati come vettori ma quando l'infestazione è molto forte quasi tutte le api sono interessate e, se già debilitate dal parassita, si allontanano dal alveare per morire lontano, spopolando progressivamente il nido e portando a morte con se anche la Varroa che quindi non si trova all'esame dei cassettini.
La deriva
Sfortunatamente le api bottinatrici non infrequentemente possono "sbagliare" alveare dando vita ad un fenomeno che tecnicamente è denominato di "deriva". Questo è più accentuato di quanto si pensi ed è significativo perché l'attività apistica costringe le famiglie a vivere una vicina all'altra in modo del tutto innaturale. Le api guardiane di una alveare devono accertare e vietare l'accesso alle api "ladre" che hanno peraltro comportamenti abbastanza riconoscibili, sono invece poco o nulla selettive nei confronti di bottinatrici che giungono al nido con il frutto di una buona raccolta. La "deriva" non è solo determinata da un errore di "indirizzo" da parte della singola ape. Gli alveari forti hanno probabilmente una capacità attrattiva, un "appeal", non trascurabile sulle api di altre famiglie perché assicurano una situazione di vita più confortevole (calore, alimentazione ecc.). Una forza attrattiva che non può competere con quella aggregativa determinata dal ferormone della regina nei confronti delle api della propria famiglia. E' quindi una "forza" debole ma che comunque c'è ed ha molta rilevanza nella trasmissione delle malattie e dei parassiti da alveare ad alveare.
Le re - infestazioni
La velocissima diffusione della Varroa, l'impossibilità di risanare un territorio, la velocità di re-infestazione di alveari appena trattati la dice lunga su come le nostre attività produttive siano interconnesse. L'attività apistica è infatti molto diversa da tutte le altre realtà zootecniche dove le patologie, se curate, non possono varcare il portone delle singole stalle per infettare altri allevamenti. Qui, nel nostro settore, un apiario trascurato è un problema per tutte le realtà vicine: non ci sono recinti o stalle da chiudere. La Varroa, con la sua facilità di reinfestare gli alveari è un caso esemplare. Alcuni studiosi tedeschi hanno rilevato che in un alveare potevano entrare fino a 100 acari al giorno !!! Pier Antonio Belletti mi ha riferito recentemente che mentre stava conducendo una sperimentazione ha rilevato una reinfestazione molto elevata in un breve arco temporale ed ha individuato, a poca distanza, un grosso apiario dove era stata trascurata la lotta alla Varroa ed era quindi in pessime condizioni ma soprattutto "dispensava" parassiti a tutti gli apiari del circondario.
29/11 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di NOVEMBRE 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

02 novembre Kg 28,30 -0,00
07 novembre Kg 27,90 -0,40
11 novembre Kg 27,70 -0,20
14 novembre Kg 27,60 -0,10
19 novembre Kg 27,60 -0,00
25 novembre Kg 27,50 -0,10
29 novembre Kg 27,40 -0,10
29/11 Vespa velutina

La generosa attività degli amici apicoltori di Imperia ha fermato per un po' la diffusione della Vespa velutina. Sapevamo purtroppo che l'azione di Fabrizio Zagni e dei suoi amici avrebbe però solo rallentato la penetrazione nel territorio italiano di questo temibile predatore di api. Sfortunatamente nel 2016 ci sono state diverse segnalazioni al di là della linea di difesa, la "Linea Maginot" dell'apicoltura, costituita dalla provincia di Imperia. La situazione aggiornata al sito:
http://www.stopvelutina.it/il-calabrone-asiatico-si-diffonde-nel-nord-italia/
28/11 Progetto pilota in Valchiavenna per il controllo della diffusione della Peste Americana

Nella riunione di venerdì 25 novembre si è fornita la documentazione definitiva relativa al progetto e si sono spiegate le varie fasi di attuazione. Si è inoltre deciso che chi partecipa al progetto per il controllo della diffusione della Peste Americana finanziato dalla Comunità Montana della Valchiavenna e dalla Regione Lombardia ha tempo fino al 14 dicembre per aderire e consegnare i campioni di miele come illustrato nell'incontro. I campioni possono essere consegnati presso la sede di Prata Camportaccio o all'ATS di Chiavenna. La partecipazione al progetto è gratuita. Per eventuali delucidazioni ed informazioni potete chiamare la sede di Sondrio
25/11 Nota tecnica

E' presto per avere un quadro complessivo dei risultati della guerra 2016 contro la Varroa destructor. C'è chi è allarmato e pensa che l'acido ossalico, come principio attivo, abbia incominciato a perdere parte della sua efficacia, c'è chi guarda con sospetto i protocolli fino ad ora utilizzati. Sono stati d'animo che si basano solo delle sensazioni e noi, per ora, non abbiamo dati oggettivi sufficienti per trarre delle conclusioni. Però le segnalazioni fino ad ora raccolte ci permettono di effettuare qualche riflessione e, probabilmente, a promuovere maggiormente un certo cambio di strategia contro il temibile parassita.
La personale sensazione è che molti apicoltori, e curiosamente soprattutto quelli della vecchia guardia (quindi con una certa esperienza alle spalle), quest'estate hanno valutato come molto bassa la presenza della Varroa e si sono limitati a interventi "tampone" del tutto inadeguati.
Alcuni, ad esempio, hanno raccontato di aver utilizzato solo un determinato prodotto: Apivar (la cui efficacia è stimata, SE NON ABBINATA AI TIMOLI, intorno al 60-70%), Apistan (efficacia… 50%), ApiLifeVar (efficacia… 30% ?), Apibioxal (efficace solo sulle forme adulte in fase foretica). Altri hanno adottato il metodo del "Blocco di Covata" ma eseguito nei tempi sbagliati. C'è chi ha utilizzato altri prodotti, consentiti o no, ma comunque fuori dalle indicazioni fornite dalla nostra struttura tecnica e dalle indicazioni del Servizio Veterinario. Il mix di trascuratezza e presunzione ha però purtroppo danneggiato anche gli apicoltori che hanno operato correttamente, in particolare quelli che hanno diligentemente effettuato il "Blocco di Covata" nei tempi giusti e poi hanno trovato i propri alveari vittime delle re-infestazioni. Le famiglie alle quali si è effettuato il trattamento a fine di luglio, a conclusione del "Blocco di Covata", sono rimaste esposte fino a metà novembre alle Varroa che provenivano dagli apiari trascurati. L'impressione è che si siano difesi meglio gli apicoltori che hanno usato le strisce di Apivar o di Apitraz abbinate con i timoli - seconde le indicazioni fornite dall'APAS. Le strisce citate, utilizzate contemporaneamente a cicli di ApiLife Var, hanno costituito un intervento estivo attivo per un arco temporale che ha permesso di limitare le re-infestazioni.
Fra gli interventi che possono essere inseriti nell'annuale piano di contrasto alla Varroa quello del "Blocco di Covata" rimane comunque fra i migliori "strumenti" di lotta al parassita a disposizione degli apicoltori ma deve in futuro essere calibrato o ripensato anche alla luce delle possibili esposizioni del proprio apiario alla presenza, nelle vicinanze, di focolai di infestazione.
21/11 Nota tecnica

E' previsto che l'attuale perturbazione permanga attiva in loco fino a Venerdì mattina. Le temperature saranno relativamente alte e collocate in un range fra gli 8 e i 14 gradi con una media di poco superiore ai 10°. Le temperature quindi sono ottimali per le famiglie in quanto non saranno costrette a consumare troppe scorte per produrre calore. Più temibile l'umidità che può ristagnare nel nido, l'acqua di condensa che non trova sfoghi all'eterno, la presenza di favi non presidiati dalle api, la presenza di materiale coibente non idoneo ed igroscopico che può quindi trattenere e mantenere eccessiva l'umidità dell'ambiente.
21/11 Vincitori Concorso Grandi Mieli di Lombardia 2016

Domenica 27 novembre 2016 alle ore 10.00 si terrà la premiazione dei vincitori del 4° concorso Mieli di Lombardia. Numerosi i partecipanti soci della nostra Associazione!! Tra questi, ben cinque sono riusciti a posizionarsi sull'ambito podio. Complimenti a Marco Troncatti per il 1° posto per il miele di lampone con 93,00 punti su 100, a Ortelli Andrea per il 1° posto per il miele di tiglio con 100,00 punti su 100, Lazzeri Simone per aver conquistato il 2° premio per il miele di Rododendro con 92,67 punti su 100, Martinelli Michele dell'Azienda Agricola Al Rench per il 2° posto per il millefiori di alta montagna con 92,67 punti su 100 e infine il 3° posto a Stropeni Lidia per il millefiori con 94,00 punti su 100.
Da segnalare che anche diversi altri soci che hanno partecipato al concorso hanno ottenuto punteggi piuttosto elevati a dimostrazione dell'alta qualità dei mieli presentati. Congratulazioni ai vincitori!
21/11 XXV° CONCORSO "LE API"

Domenica 27 novembre 2016 presso l'auditorium S. Barnaba (Corso Magenta 44/A, Brescia) alle ore 10.00 si terrà oltre alla premiazione del 4° concorso dei Grandi Mieli Lombardi anche quella del 25° concorso "Le Api" rivolto agli alunni delle scuole materne, elementari e medie.
Tre le scuole vincitrici del nostro territorio a cui vanno i nostri complimenti per i lavori svolti!!
I premi sono stati assegnati a :

Alunni Scuola infanzia Ardenno (SO)
Per aver dimostrato fin da piccoli un grande interesse verso la natura e il mondo delle api
Insegnanti: Covaia Attilia, Panella Eda, Verga Nori

Premio speciale della giuria
Alunni Classi 4 A e 4 B Scuola Primaria "L. Credaro" di Tirano (SO)
Per il riuscito racconto drammaturgico e il messaggio di speranza in un futuro sostenibile:
Insegnanti.:Dal Dosso Vanari Silvana, Greco Sandra, Rodondi Francesca, Vesnavez Mariluci

Alunni Scuola Primaria e Secondaria Giovanni Bertacchi di Chiavenna (SO)
Per l'ampio coinvolgimento degli alunni nell'approfondire il progetto di conoscenza del mondo delle api.

Congratulazioni ai nostri bimbi e alle loro insegnanti!
17/11 Articoli interessanti sull'apicoltura pubblicati da La Repubblica

Nel sito del quotidiano "La Repubblica" sono riportati alcuni articolai particolarmente interessanti sull'apicoltura. Alcuni di questi sono anche corredati da filmati.
Di seguito vengono riportati i link di riferimento:

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/11/14/news/gli_angeli_custodi_delle_api-149681868

http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/conad/2016/11/16/news/miele_l_anno_nero_pessima_raccolta_e_il_prezzo_vola-152108844/?ref=HRLV-6
16/11 Programma del Corso "Elementi conoscitivi di base per l'apicoltura"

Aggiornato il sito nella sezione "I Corsi" con il programma 2017 degli incontri per fornire gli "Elementi conoscitivi di base per l'apicoltura".
E' invece in fase di elaborazione il programma degli incontri di aggiornamento professionale che contiamo di definire presto anche raccogliendo le vostre indicazioni.
15/11 Nota tecnica

Come si presentano gli alveari persi perché hanno subito una forte infestazione di Varroa?
Le arnie si possono presentare anche completamente prive di api e i favi possono contenere ancora del miele. Le api in questo caso sono morte all'esterno dell'alveare, spesso trasportando Varroe, molte di esse, erano anche troppo deboli per volare ed hanno quindi "pedonato" nelle immediate vicinanze dell'alveare. Non è poi raro il caso che un gruppo di api superstiti, consce dell'imminente fine e del pericolo rappresentato dalle ultime covate, tenti di porre in salvo la regina e la sopravvivenza della famiglia stessa con una disperata sciamatura fuori stagione. In genere è però più frequente che le api superstiti rimangano nel nido e muoiano ai primi freddi. Quando il loro numero è ridotto le api sono infatti incapaci di produrre un calore sufficiente per mantenere attive le funzioni vitali della famiglia. In questo caso si possono anche vedere gruppi compatti di api infilate per tre quarti nelle cellette, ovvero nella tipica posizione di quando muoiono per fame, pur avendo il miele necessario poco distante. Quando la crisi della famiglia arriva prima delle giornate fredde, sono le altre famiglie che provvedono a saccheggiarla e a dare il colpo di grazia. In questo caso si trova rosura di cera e un po' di api morte all'interno dell'alveare.
Segni caratteristici della Varroasi
La covata ci dà la conferma netta della Varroasi. Sui favi centrali infatti è facile riscontrare ancora alcune celle di covata opercolata abbandonata. Qualcuna di queste presentano il tipico foro di ispezione nell'opercolo in analogia a quello che segnala le larve morte per Peste Americana. In questo caso però all'interno delle cellette troveremo non delle larve ma delle pupe che facilmente possono essere estratte con uno stecchino. Nei favi centrali che hanno ospitato la covata possiamo trovare un altro segnale importante: api morte mentre nascevano alla forma adulta (detta di "immagine"). Sono api che sporgono dalle cellette nel tentativo di uscire all'esterno ma troppo deboli per affrontare questo travaglio, rimangono quindi a metà, con la ligula estroflessa, quasi a cercare un aiuto, un contatto.
14/11 Nota tecnica

Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di situazioni critiche per Varroa: alcune famiglie sono risultate fortemente spopolate o addirittura sono state perse completamente.
Questi casi si riferiscono principalmente ad apicoltori che hanno utilizzato, per i trattamenti estivi, protocolli non adeguati. L'uso solo dei timoli o solo dell'Apistan/Apivar non assicura un abbattimento del parassita in una percentuale sufficiente per salvaguardare le famiglie come spesso abbiamo ripetuto e purtroppo ora, alcuni apicoltori, devono constatarlo di persona.
Ci sono stati anche segnalati uno o due casi di apicoltori che hanno perso degli alveari nonostante abbiano effettuato il blocco di covata. Non abbiamo avuto modo di chiarire se questa corretta tecnica è stata effettuata al momento opportuno, ma comunque il fatto si presta ad una riflessione. L'apicoltura è l'attività agricola più interconnessa fra tutti gli allevamenti zootecnici perché le api volano e trasportano facilmente patologie e parassiti da apiario ad apiario. Se in una zona ci sono apicoltori trascurati che curano in modo approssimativo i propri alveari mettono a rischio anche il patrimonio di quelli che operano in modo coscienzioso e corretto. E' quindi importante che ogni apicoltore impari a collaborare con i vicini, li coinvolga e li aiuti a migliorarsi e a mantenersi aggiornati e ad operare nel modo più corretto possibile.
11/11 Anagrafe Apistica

Ricordiamo che in questo periodo è obbligatorio fare la denuncia degli alveari posseduti per l'inserimento nella Banca Dati Nazionale, pena il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro.
Perciò non tardate e, se ci avete delegato come tramite per l'inserimento dei vostri dati, passate in ufficio da martedì a venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato mattina dalle 9 alle 12 oppure contattateci telefonicamente o via mail. Se volete, è possibile scaricare il modulo da compilare nella sezione I Progetti / Modulistica anagrafe apistica . Grazie.
10/11 Nota tecnica

Quando trattare contro la Varroa?
E' giunta l'ora, per chi non l'ha ancora effettuato, di provvedere al trattamento invernale contro la Varroa. Le visite che abbiamo compiuto recentemente negli apiari, le osservazioni raccolte e il monitoraggi delle temperature interne di alveari campione (sistema Melixa) ci confermano che in questo momento le famiglie hanno cessato di allevare la covata. La Varroa quindi non dispone più della possibilità di nascondersi e di proteggersi nelle celle opercolate delle pupe. I passaggi nuvolosi e l'ondata di gelo dovrebbe avere, nella zona della media Valtellina, un momento di discontinuità sabato 12 novembre che risulta quindi essere una prima interessante finestra utile per effettuare il trattamento. Si prevede una giornata soleggiata con temperatura massima intorno agli 7,5°, se si opera intorno alle ore 12 le api avranno anche alcune ore relativamente calde per riassorbile lo squilibrio termico prodotto con il trattamento.
Quale prodotto?
Il prodotto più indicato è l'Apibioxal (principio attivo: acido ossalico) che ha un forte potere abbattente e non inquina in modo eccessivo l'ambiente alveare. Un prodotto registrato ed autorizzato che inoltre esplica bene la sua azione anche alle basse temperature. La modalità di applicazione che, a nostro avviso, risulta la più efficaci è quella del "gocciolato". L'utilizzo del sublimatore, a detta da chi ha notevole esperienza in merito, ha molti vantaggi per la velocità di applicazione ma risulta meno costante nell'efficacia. Prima di effettuare il trattamento"gocciolato" è opportuno togliere momentaneamente i cassettini antivarroa e, con l'occasione pulirli per rendere più agevole poi la lettura dei risultati. In genere il conteggio della Varroa caduta si effettua dopo 24-48 ore dal trattamento ma l'azione dell'ossalico gocciolato si esplica per un ben più lungo tempo.
Raccolta di informazioni
E' per noi particolarmente utile disporre di dati sul grado di infestazione presente nel territorio e quindi, vi saremmo grati se potreste comunicarci alcune informazioni quali: tipologia del trattamento estivo effettuato, localizzazione dell'apiario, numero alveari e caduta media di Varroa dopo questo trattamento invernale con ossalico.
03/11 Nota tecnica

Le previsioni meteorologiche annunciano una perturbazione per questo weekend poi, già dal pomeriggio di lunedì 7 novembre dovrebbe ritornare il sereno. Le temperature, la prossima settimana, sono previste in discesa: le minime, in particolare faranno registrare valori sotto lo zero termico. Sono condizioni che dovrebbero, speriamo, indurre tutti gli alveari a sospendere l'allevamento della covata, anche quelli che dispongono di giovani, ostinate, regine stakanoviste della deposizione. Chi ha l'apiario in una zona particolarmente calda e ben esposta, se verifica che le covate non sono ancora terminate, si consiglia, alla fine della prossima settimana, di rimuovere la covata presente o di "disturbare" la deposizione della regina con mezza dose di Apilifevar con il fine di accelerare la sospensione della deposizione e poter così effettuare il trattamento antivarroa con efficacia.
Il trattamento verrà effettuato nelle ore centrali della giornata. E' opportuno, preliminarmente, rimuovere (e con l'occasione pulire) i fondi antivarroa per evitare che siano imbrattati dalle gocce del prodotto che possono scivolare sul fondo. Verranno però riposizionati dopo qualche minuto per intercettare le Varroe cadute a seguito del trattamento. I nuclei e le famiglie devono essere il più possibile "tenute strette" riducendo il numero dei favi a loro disposizione. Ottimale è che le famiglie abbiano solo quelli che riescono a coprire con la propria popolazione di api. Le operazioni autunnali e di preparazione all'invernamento sono infatti finalizzate ad obbligare le api a concentrare le scorte della famiglia sui favi che sono in grado di presidiare durante l'inverno. I favi freddi perché non coperti dalle api, sono nocivi per l'alveare: quelli vuoti presentano un'enorme superficie che condensa umidità mentre quelli con il miele divengono una massa fredda che perturba il microclima dell'alveare.
30/10 Variazioni di peso dell'alveare campione nel mese di OTTOBRE 2016

Rilevazioni di Marco Moretti

01 ottobre Kg 28,90 -0,10
04 ottobre Kg 28,50 -0,40
06 ottobre Kg 29,20 +0,70 candito proteico
08 ottobre Kg 29,10 -0,10
11 ottobre Kg 29,00 -0,10
16 ottobre Kg 28,90 -0,10
21 ottobre Kg 28,60 -0,30
26 ottobre Kg 28,40 -0,20
29 ottobre Kg 28,30 -0,10
29/10 Osservazioni apistiche dalla Brianza

In merito alla situazione autunnale degli apiari, vorrei condividere le mie osservazioni dalla Brianza di pianura, in controtendenza con quelle valtellinesi.
Le covate autunnali si sono presentate in genere ampie e belle, seppur condizionate da molti cambi di regine, anche fuori tempo massimo (fine agosto). Cambi di regine sicuramente accentuati dal blocco di covata con trattamento di Apibioxal, ma che sono comunque stati registrati anche da chi ha scelto trattamenti convenzionali. La raccolta di edera e di altri nettari autunnali è stata come sempre sufficiente a dare delle buone scorte alle famiglie, ma non è stata abbondante come negli anni precedenti.
Durante il corso di ottobre la situazione in apiario è nettamente peggiorata. Con la contrazione della covata si è infatti manifestata un'infestazione di Varroa importante e piuttosto inaspettata, sia per il buon trattamento estivo sia per i lunghi blocchi dati dalla sostituzione di molte regine. In quasi tutte le famiglie si è presentata una forte perdita di popolazione, a mio avviso attribuibile alla Varroa stessa, più che ad altre patologie collegate. Non ho infatti rilevato segni importanti di virosi o di Nosema.
Ho approfittato del calo di temperature e della momentanea assenza di covata opercolata per effettuare un trattamento di Apibioxal gocciolato che ha dato cadute tra le 100 e le 400 per alveare. Data la situazione, pur avendo sempre seguito le metodologie biologiche, ho preferito procedere all'inserimento di strisce di Apivar nelle famiglie con regine che hanno ripreso la deposizione.
Consiglio quindi a chi ha apiari in pianura di visitare attentamente le famiglie e prestare molta attenzione al trattamento invernale: l'altalena di temperature e i conseguenti "stop and go" della covata, combinati alla presenza di Varroa sopra la media, potrebbero essere decisamente problematici per la salute degli alveari e per il loro sviluppo in primavera.
Cristina Palmieri
25/10 Anagrafe apistica

Dal 1° novembre si darà il via all'aggiornamento della BDA (anagrafe apistica). Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2016 per comunicare il n' di alveari in possesso e registrare nuove postazioni. Le richieste di nomadismo potranno invece essere inviate fino al 31.01.17. Per evitare sovraffollamento presso la sede APAS e creare cosi un cattivo servizio, vi comunicheremo tramite SMS personale il periodo in cui potrete aggiornare la vostra posizione. Nell'impossibilità di poter giungere presso i nostri uffici nel periodo indicato ci accorderemo per un periodo successivo. Chiediamo la vostra collaborazione per evitare disservizi... Voi siete in 337 e noi solo in due :-) Grazie!
24/10 Facciamo il punto della situazione

Varroa
Le famiglie a settembre si presentavano in genere belle: consistente la popolazione, buone le scorte e covate ancora ampie. Dai test e dalla varie segnalazioni abbiamo constatato che l'infestazione di Varroa era in genere ad un livello medio-basso con l'eccezione del territorio della Comunità Montana di Morbegno. La forte sciamatura e i frequenti cambi di regina hanno contribuito fortemente a rendere quest'anno del tutto anomalo… sembra però ci abbiano almeno regalato un po' di serenità sul fronte della Varroa.
Ai primi giorni di ottobre si è abbassata la temperatura e sono iniziati i passaggi di alcune perturbazioni che hanno dato il segnale dell'imminenza della stagione fredda. Nelle zone più in quota e nella alta valle è praticamente coinciso con la chiusura delle covate. Nelle altre zone il processo è stato più lento, lungo e non del tutto concluso. Temevamo che le covate estese di settembre potessero poi restituirci ora che la covata è quasi tutta sfarfallata un esercito di Varroe ma dai test effettuati sembra confermarsi le valutazioni di settembre su una infestazione medio-bassa. Diversi apicoltori hanno recentemente confermato quanto aveva segnalato Mottalini: le regine giovani in quest'ultima ultima settimana hanno ripreso a deporre covata. Purtroppo in un anno con tanti cambi di regina … quelle giovani rappresentano una percentuale significativa. Questa ripresa di deposizione della covata, dove si verifica, farà ritardare i trattamenti od obbligherà a prevedere un'azione sanitaria un po' più articolata: come, ad esempio, la rimozione della covata prima del trattamento con l'Apibioxal (p.a. Acido Ossalico). Se tale operazione non è possibile dopo tre o quattro giorni dal trattamento con il gocciolato è opportuno inserire nell'alveare con rose di covata di strisce di Apivar o di Apitraz (entrambi i prodotti contengono il p.a. Amitraz). Consigliamo di utilizzare Apistan (p.a. Fluvalinate) solo se da un po' di anni non è stato utilizzato. Le aziende apistiche con un consistente numero di alveari fino a pochi anni fa al trattamento di fine autunno inizio inverno facevano seguire un trattamento in gennaio con un sublimato. Negli ultimi due anni però a gennaio spesso c'era già covata che rendeva inutile questo stress agli alveari.
Scorte
La presenza di covate consistenti in autunno hanno permesso di avere popolazioni consistenti ma hanno inciso in modo significativo sulle scorte. Nel giro di poco tempo abbiamo visto calare in modo consistente il peso degli alveari monitorati e negli apiari controllati, i favi laterali delle famiglie, deputati alle scorte invernali, completamente svuotati e pronti per essere allontanati dalle arnie. E' stato quindi opportuno sostenere gli alveari con candito al fine di mantenere comunque ad un buon livello di sicurezza le scorte degli alveari.
Altre patologie
Quest'anno è stato anomalo per tanti motivi (e anche poco produttivo) ma fortunatamente sul piano delle patologie non si devono registrare particolari problemi. Mancano o sono comunque limitate le segnalazioni di casi di virosi, forme di patologie che sembravano sempre più diffuse e di importanza sempre crescente anche per l'entità. Curiosamente, quest'anno si nota una massiccia presenza di vespe che riescono ad introdursi impunemente anche in alveari forti per succhiare il miele direttamente nelle cellette dei favi.
Situazione in Lombardia
Nella riunione del Consiglio Direttivo di AAL abbiamo appreso che negli altri territori di montagna le situazioni degli apiari è analoga a quanto sopra espresso mentre nelle aree di pianura gli alveari sono in stato di sofferenza per un forte attacco di Varroa, tanto che, in alcune zone, si registrano apiari decimati. Ci sono inoltre rumors di perdite per una malattia della covata che si presenta con segni clinici non ben definiti ma riconducibili alla peste americana con lesioni atipiche.
19/10 Nota tecnica

Ci giungono diverse segnalazioni sulla situazione delle famiglie che ci permettono di aggiornare le informazioni. Da Tirano all'Alta Valle e nelle zone di montagna le regine sono in blocco di covata e quindi si può già effettuare il trattamento invernale contro la Varroa. Nel fondovalle "Retico", quindi meglio esposto al sole, in alcuni alveari è ancora presente della covata matura ma tutte le famiglie si stanno avviando ad entrare in blocco e quindi contiamo, se le attuali condizioni climatiche perdurano, di poter effettuare il trattamento con Apibioxal già nei primi giorni di novembre. Giuseppe Mottalini segnala però che nei suoi nuclei, posti nel polistirolo, che già si presentavano in fase di blocco le giovani regine hanno ripreso a deporre delle uova.
SI raccomanda, soprattutto in questa fase, di non dare alimentazioni stimolanti, come gli sciroppi di zucchero, ma preferire il candito.
14/10 Nota tecnica

Le mutate condizioni meteorologiche del periodo e l'abbassamento termico hanno obbligato gli alveari a ridurre rapidamente le covate. Un comportamento osservato in diversi apiari della provincia e confermato anche dall'amico Marco Bianchi per la zona del comasco. Le previsioni meteo forniscono un quadro di instabilità che si estende a tutta la prossima settimana con la presenza di qualche sporadica tregua. Ci attendiamo quindi una chiusura delle covate abbastanza anticipata… speriamo già nella prima decade di novembre. Se questa eventualità fortunata si verifica, consigliamo di cogliere subito l'opportunità di effettuare il trattamento invernale di Apibioxal (p.a Acido Ossalico). Ricordiamo infatti che lo scorso anno, negli apiari meglio esposti, alcune regine avevano ripreso la deposizione già nella prima decade di dicembre e, addirittura, alcune non avevano mai sospeso il loro lavoro!!
12/10 Articolo di Camilla Martina su "Il Giorno"

nella sezione del sito "Dicono di noi" l'articolo di Camilla Martina pubblicato su Il Giorno
10/10 Comunicato stampa: "Nuovo presidente per l'Associazione apicoltori della provincia di Sondrio"

Il Consiglio Direttivo dell'A.P.A.S. - Associazione Produttori Apistici della provincia di Sondrio nella seduta di giovedì 29 settembre ha nominato come nuovo Presidente la dott.ssa Silvia De Palo. La carica si era resa vacante per le dimissioni di Giampaolo Palmieri motivate da sopravvenuti impedimenti di carattere formale in ambito professionale. Il Presidente uscente ha ringraziato la dott.ssa De Palo per la disponibilità e il Consiglio Direttivo per il lavoro fino ad ora svolto ed ha comunque assicurato la sua piena disponibilità e collaborazione per il prosieguo delle attività.
La dott.ssa Silvia De Palo è particolarmente conosciuta e apprezzata nel mondo apistico provinciale che segue attivamente con grande passione e dedizione ormai da diversi anni. Grazie alla grande energia che ha profuso a favore dell'Associazione ha contribuito in modo determinante alla crescita della base sociale che ora sfiora i 350 soci e al raggiungimento di importanti obbiettivi.
La dott.ssa Silvia De Palo ha conseguito la Laurea Magistrale in "Biodiversità ed Evoluzione Biologica nel 2011 con votazione 110/110 cum laude, ha diverse esperienze lavorative, e dal 2012 è apicoltrice e segue l'attività dell'Associazione
07/10 Nota tecnica

Ci sono giunte diverse segnalazioni da apicoltori che operano nella bassa Valtellina, ovvero nel territorio della Comunità Montana Valtellina di Morbegno, circa una presenza significativa di Varroa.
L'abbassamento delle temperature ha obbligato gli alveari a ridurre progressivamente la covata, è quindi probabile che questo porterà a evidenziare in modo abbastanza repentino, anche in tutto il resto della Valtellina, una presenza più o meno marcata di parassiti. Invitiamo quindi tutti ad un attento monitoraggio del cassettino con un esame regolarmente cadenzato. Nel caso di una forte caduta naturale può essere opportuno reintrodurre le strisce appena tolte e tenerle fino alla sospensione completa della deposizione e allevamento della covata ovvero fino al momento del trattamento con Apibioxal. In caso di infestazione grave, ovvero con forte caduta di acari, presenza di diverse api con acari, presenza di covata morta per varroa diventa opportuno rimuovere i favi con covata e procedere subito ad un trattamento abbattente con Apibioxal.
 
nereal.com . 05|16