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 Nomadismo  
Dobbiamo ricordare e sottolineare che il nomadismo è fondamentale per un'apicoltura che vuol conseguire l’eccellenza. I pascoli alpini rappresentano per l’apicoltura locale una risorsa importantissima perché è in queste postazioni che si può produrre un miele di alta qualità. In alta montagna è difficile e rischioso lavorare con le api, eppure i risultati sono qualitativamente tali da contraddistinguere in modo estremamente positivo le nostre produzioni.
In questi territori si ottiene miele che viene venduto a prezzi relativamente alti, ma stenta ad essere conosciuto fuori del giro dei parenti e amici dell’apicoltore: le produzioni sono talmente esigue e scostanti negli anni, che hanno una bassa incidenza di mercato. Lo sviluppo dell’apicoltura locale sta nel riuscire a incentivare i produttori locali e soprattutto i giovani che vogliono iniziare questa attività a produrre tanto miele in quota, per ottenere un prodotto di alta qualità e dalle caratteristiche eccellenti. Solo se la quantità di questo prodotto di qualità risulta essere di una discreta significatività cominciano ad avere senso gli investimenti nella promozione: dalla semplice pubblicità alla gestione del marchio. Obiettivo per noi è quindi di invogliare tutti gli apicoltori ad un salto qualitativo come il nomadismo per il rododendro e per il miele d’alta montagna. Se gli spazi montani saranno appannaggio dei grossi professionisti esterni alla nostra realtà loro avranno solo una varietà di prodotto in più che commercializzeranno come Rododendro o Miele d’alta montagna della ditta XY e non certo come prodotto valtellinese con il nostro marchio e le nostre etichette. Tutto il lavoro e l’impegno di valorizzazione del prodotto locale andrebbe a vanificarsi. Nel contempo certamente sappiamo che non è possibile bloccare il territorio per futuri apicoltori locali e quindi ci limitiamo a chiedere il rispetto delle normative vigenti. Normative che sicuramente, dati alla mano, non si prestano certamente a bloccare aree o porzioni di territorio ma, al massimo, a razionalizzare la dislocazione degli alveari.
Di seguito riportiamo i criteri che vengono adottati dalla Commissione presieduta del Servizio Veterinario dell’A.S.L .e a cui partecipano i nostri tecnici. In modo sintetico, forniamo un riferimento concreto prima di spiegare la formula prevista dalle normativa e desunta dall’applicazione di parametri localmente adottati: un apiario di 120 arnie ha un raggio di pertinenza di circa 1600 m. , un valore che non si discosta da una minima razionalità nello sfruttamento di un territorio d’alta quota.

Il Regolamento Regionale n. 4 del 14 maggio 1985 prevede varie norme a disciplina del nomadismo e, fra altro, fissa i criteri per determinare il raggio minimo di pascolo (valore espresso in metri).
Tale raggio viene ricavato dalla seguente formula:

R = 56,42 x ( SQR(N) x SQR(E) ) : SQR(C)



dove:

R = raggio, in metri, dell'area minima di pascolo della circonferenza occupata da un apiario
N = numero di arnie della postazione
C = potenziale apistico della zona espresso nel numero di arnie per ettaro
E = % dell'essenza nettarifera presente nella zona considerata
56,42 = costante fissa
SQR significa radice quadrata


Il coefficiente C


Il potenziale apistico (C) viene desunto da una tabella inclusa nel Regolamento stesso che prende in esame diverse specie nettarifere: nel caso della Valtellina le casistiche di interesse sono le seguenti:

Carico di alveari per ettaro di pascolo utile


Flora mista di montagna (oltre m. 1.000) da 1,5 a 2,5
Flora mista di collina (fino a m. 1.000) da 1 a 2
Flora mista di pianura da 1 a 2
Frutteti - Servizio di impollinazione da 2 a 8


In realtà anche gli ultimi due casi non rappresentano elementi di particolare interesse per la commissione nomadismo: "la flora di pianura" ha parametri assimilabili alla fascia collinare ma soprattutto non si registrano pressoché casi di nomadismo sul fondovalle. Il Servizio di impollinazione frutteti invece risponde a logiche ed esigenze agronomiche e non di razionalizzazione dell'utilizzazione delle risorse nettarifere presenti (tale Servizio è infatti pagato dagli agricoltori).
La Commissione nomadismo ha adottato i seguenti valori fra i parametri sopra riportati:

Carico di alveari per ettaro di pascolo utile


Flora mista di montagna (oltre m. 1.000) da 1,5
Flora mista di collina (fino a m. 1.000) 2



Il coefficiente E


Il legislatore, pur pressato degli apicoltori professionisti che vivono sulla pratica del nomadismo, sembra voler mitigare l'eccessivo carico ad ettaro degli alveari introducendo un parametro legato agli aspetti del territorio: la percentuale nettarifera della zona.
Anche in questo caso il regolamento acclude una tabella contenente i parametri che possono essere scelti:

Valori di E per percentuali di essenze nettifere


10% E = 10 60% E = 1,7
20% E = 5 70% E = 1,45
30% E = 3,5 80% E = 1,25
40% E = 2,5 90% E = 1,1
50% E = 2 100% E = 1


Il coefficiente E può, a nostro avviso, essere scelto pari al 100% solo in determinati casi quali le fioriture inseguite dai nomadisti per ottenere mieli monoflorali o nel caso del Servizio di impollinazione: in tutti quei casi cioè in cui ci si trova di fronte a grandi fioriture di un essenza vegetale. Nel caso di nomadismo alpino le essenze floristiche per unità di superficie diminuiscono enormemente (basti pensare alle consociazioni prative alpine in cui dominanza è sicuramente delle graminacee o ai boschi in quota ricchi di piante resinose ecc.) sulla scorta di queste motivazioni il parametro scelto è, di una fioritura, del 10% pari cioè ad E = 10.

La Commissione rilascia l’autorizzazione all’utilizzo delle postazioni richieste fate salve le verifiche del rispetto delle misure di profilassi veterinaria. L’apiario nomade che giunge deve posizionarsi ad una distanza pari alla somma del raggio del proprio raggio pertinenza con quello dell’eventuale apiario stanziale o di altro apiario nomade. L’utilizzo di una postazione da diritto di precedenza sulla stessa nell’anno successivo.

L’Associazione ha come obiettivo primario incentivare e favorire il nomadismo dei propri soci e degli apicoltori valtellinesi per lo sfruttamento dei pascoli in quota. La Comunità Montane della provincia di Sondrio spesso rendono attive su segnalazione dell’A.P.A.S. anche il servizio di trasporto elicottero a prezzi convenzionati. I vostri rappresentanti sono a disposizione per raccogliere segnalazioni e idee per incentivare questa transumanza. E’ infine nostra speranza che la recente pubblicazione realizzata sulla flora apistica locale sia un ulteriore contributo per ottimizzare questa pratica e sono all’avvio alcuni progetti che dovrebbero fornire indicazioni ancora più circostanziate ed un utili in proposito.
 
nereal.com . 05|10